
Dopo anni di contenzioso Johnson & Johnson ha raggiunto un accordo extragiudiziale per chiudere circa 76.000 cause avviate da consumatori che accusano di aver sviluppato il tumore dopo aver usato talco contentente amianto
Johnson & Johnson ha gettato la spugna accettando di versare 5,5 miliardi di risarcimenti per chiudere circa 76mila cause intentate negli Usa da consumatori che accusano la multinazionale di aver sviluppato il mesotelioma a seguito dell’uso del famoso talco che conteneva amianto.
J & J ha sempre negato di essere a conoscenza del nesso di causalità anche se durante un processo risarcitorio a Los Angels negli scorsi mesi David A. Kessler, commissario della Fda dal 1990 al 1997, l’Autorità di controllo statunitense, ha dichiarato che nei primi anni 70 Johnson & Johnson sapeva che il suo talco conteneva un’elevata concentrazione di amianto considerato cancerogeno ma fornì alla Food and drugs administration, dei dati sulla contaminazione molto più bassi per giustificare la sicurezza del prodotto.
Tuttavia J & J ha ritirato dal mercato nordamericano il talco contentente amianto sostituendolo con un’altra formulazione a base di amido di mais.
Prima le accuse, le cause tra sentenze e appelli, poi i primi risarcimenti milionari. Quindi la presentazione di un‘istanza di fallimento a seguito di decine di migliaia di nuovi contenziosi.
Per la Johnson & Johnson è arrivato adesso il momento dell’accordo che dovrebbe mettere un punto definitivo alla vicenda che vede il celebre talco venduto dall’azienda al centro delle accuse di aver provocato cancro alle ovaie a migliaia di donne.
ll talco di Johnson &Johnson è stato accusato negli anni di contenere amianto, causa di mesotelioma: l’azienda pur sempre smentendo il fatto, ha ritirato dal mercato nordamericano il prodotto sostituendolo con un’altra formulazione a base di amido di mais. Haas, vicepresidente del gruppo per gli affari legali, aveva già denunciato “una non corretta analisi degli studi scientifici”: uno studio pubblicato a inizio 2020, su dati di 250mila donne, non aveva rilevato una correlazione statistica fra l’utilizzo del borotalco e il carcinoma ovarico.
Ora si arriva all’accordo transattivo: secondo la stessa J &J l’accordo chiuderà circa 69.000 casi presentati ai tribunali federali e tribunali statali, per un totale del 99,75% delle restanti richieste di risarcimento per il talco. A differenza delle proposte di risoluzione fallimentare, l’accordo si applica solo alle richieste esistenti e non riguarda le cause future.









