Nuovi Ogm, autorizzata la prima sperimentazione in campo aperto in Italia

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A Mezzana Bigli (Pv), l’Università di Milano avvia una sperimentazione in campo aperti di un riso ottenuto con la tecnica dei nuovi Ogm. È la prima volta in Italia. Crocevia: “Si apre così a un’agricoltura brevettata e a rischio contaminazione”

 

A Mezzana Bigli (PV), l’Università di Milano avvia una sperimentazione in campo aperti di un riso ottenuto con la tecnica dei nuovi Ogm. È la prima volta in Italia. A facilitare l’autorizzazione da parte del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, previo parere positivo dell’Ispra, è stato anche il fatto che con il decreto Siccità del 2023 sia stata abolita la valutazione del rischio per gli agroecosistemi circostanti, che era anche il paletto in più, rispetto alle valutazioni previste dall’Ue, che ha contribuito per anni a posizionare la normativa Italiana a riguardo come una delle più restrittive in Europa.

La sperimentazione dell’Università

La sperimentazione dell’Università di Milano serve per avere una valutazione della “tolleranza a brusone durante la coltivazione in pieno campo senza fungicidi di piante di riso Telemaco (Oryza sativa) con delezioni in tre geni”. L’acronimo del riso trattato con genoma editing è RIS8imo. Compatibilmente con le condizioni metereologiche e del sito di emissione la sperimentazione è prevista tra il 31 marzo e il 12 ottobre 2024.

Il parere dell’Ispra

Secondo l’Ispra, “il riso è una coltura altamente domesticata che non resiste all’inverno nelle regioni più fredde d’Europa e che generalmente è incapace di sopravvivere nell’ambiente naturale. Alcune varietà hanno caratteristiche di infestanti, come la deiscenza e la lunga dormienza del seme. Tuttavia, i semi della varietà oggetto della notifica sono indeiscenti e hanno una limitata dormienza. Le modifiche introdotte nel riso RIS8imo conferiscono resistenza al fungo Pyricularia oryzae patogeno del riso, pertanto, è improbabile che le nuove caratteristiche forniscano un vantaggio selettivo alle piante se non in presenza del fungo patogeno”. E ancora: il riso è una pianta autogama cleistogama, il cui polline rimane vitale solo per qualche minuto e raggiunge distanze di pochi metri. Le caratteristiche riproduttive del riso, le dimensioni dell’area sperimentale e le condizioni dell’emissione rendono altamente improbabile il trasferimento genico ad altre specie vegetali identiche o sessualmente compatibili. […] In conclusione, tenuto conto delle condizioni di emissione e delle caratteristiche botanico- agronomiche delle piante di riso RIS8imo, il rischio di un aumento delle caratteristiche di persistenza e invasività delle stesse e degli eventuali incroci, rispetto alla pianta parentale, è trascurabile”.

Le misure di sicurezza

In effetti, la sperimentazione verrà condotta in ambiente molto controllato. Il sito di emissione proposto è localizzato presso la Società Agricola Federico Radice Fossati, a Mezzana Bigli (PV), che copre circa 530 ettari di superficie. La sperimentazione verrà condotta in un’area di circa 400 m2 che include un campo sperimentale di 28 m2 con le prove parcellari (8 parcelle da 1 m2 con piante di riso RIS8imo e 8 parcelle con le parentali) e una fascia tampone coltivata con piante di riso di una varietà di taglia più alta. In totale verranno utilizzate 200 piante di riso RIS8imo. Il campo e il luogo di stoccaggio dovranno essere adeguatamente segnalati.

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Un’area in cui insistono anche aree di interesse naturalistico

Il sito sperimentale si trova nella Lomellina, zona planiziale prevalentemente agricola fortemente improntata alla risicoltura ed in generale all’agricoltura produttiva, dove sono presenti anche importanti aree di interesse naturalistico e conservazionistico come la ZPS Fiume Po – tratto vercellese alessandrino (codice IT1180028) che si trova a quasi 1,5 km dal campo sperimentale.

Crocevia e Ari: in prospettiva grossi rischi per ambiente e produzioni

Stefano Mori, coordinatore del Centro Internazionale Crocevia, però, è tutt’altro che rassicurato: “La sperimentazione in campo si fa per arrivare a produrre una coltura brevettata, perché questa tecnologia serve un modello agricolo industriale che fa dei brevetti la cifra distintiva. Se grazie a una deregolamentazione europea questo riso arriverà alla coltivazione, non ci saranno misure di sicurezza a difendere i sistemi agricoli vicini dalla contaminazione”. Secondo l’Associazione rurale italiana, che ha segnalato la notizia: “Le istituzioni preposte alla tutela dell’ambiente hanno abdicato al loro compito insieme alle istituzioni accademiche”.

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