Pronto soccorso a pagamento per saltare la fila. Il caso di Bergamo

PRONTO SOCCORSO

Al Policlinico San Marco di Zingonia, in provincia di Bergamo, di proprietà del gruppo San Donato, si può accedere direttamente al pronto soccorso pagando 149 euro. Federconsumatori: “No alle corsie preferenziali, questo è classismo sanitario!”

Quante volte avete sperato di poter “saltare” le lunghe attese al pronto soccorso? Al Policlinico San Marco di Zingonia, in provincia di Bergamo, sarà possibile. È stata introdotta, infatti, una doppia via di accesso: una gratuita ed una a pagamento, con priorità di visita, ovviamente, per quest’ultima. Una scelta che lascia stupefatti e suscita allarme, oltre a creare un pericoloso e inaccettabile precedente.

Il Policlinico San Marco è una struttura privata accreditata al Ssn del Gruppo San Donato, una delle aziende più grandi che operano in Lombardia ed Emilia-Romagna. “Con questa azione – denuncia Federconsumatori in una nota – oltre che sancire un ulteriore passo verso la privatizzazione della sanità lombarda, si strumentalizzano a proprio vantaggio, le mancanze della sanità pubblica che da tempo denunciamo, a partire dal sistema dell’emergenza-urgenza”.

La mancanza di medici di medicina generale e le carenze strutturali della medicina territoriale, che in molti casi generano la confluenza di bisogni di salute nei pronto soccorso, “non si risolvono creando corsie preferenziali. L’accesso alle cure – prosegue l’associazione – è e deve rimanere libero, universale e gratuito: non è accettabile da nessun punto di vista che chi può permettersi di pagare 149 euro per accedere in tempo reale alle strutture sanitarie possa curarsi, mentre chi non ha questa possibilità economica è costretto ad attendere lunghe ore, magari sulle barelle delle ambulanze, con gravi disagi ed il fermo improprio dei mezzi di soccorso”.

“Non possiamo – prosegue la nota – concepire questa concezione classista del sistema sanitario, a maggior ragione in un momento in cui le fasce più deboli della popolazione, soprattutto gli anziani, soffrono per una crisi economica che li vede talvolta costretti a scegliere tra cure e spesa quotidiana”.

A preoccupare anche l’effetto a catena che tale scelta può innescare, non solo in Lombardia. “In un paese dove la spesa sanitaria privata ammonta già a circa 40 miliardi di euro, offrire il “saltacoda” al pronto Ssoccorso non farà altro che accrescere disparità nell’accesso alle cure, con effetti distorsivi su un Sistema sanitario pubblico sempre più impoverito da tagli di risorse e carenza di personale, alimentando visioni liberiste che foraggiano il mercato della salute”.

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“No al modello Zingonia”

Federconsumatori conclude con un appello: “Chiediamo a Regione Lombardia e governo, garanti del diritto universale alle cure per tutti i cittadini, di disinnescare sul nascere “il modello Zingonia”, preludio di una visione di sanità ultra liberista che viola i principi fondanti del sistema sanitario pubblico”.

Federconsumatori,ricordiamo, è tra i promotori della manifestazione nazionale “La Via Maestra. Insieme per la Costituzione”, che si terrà a Roma il 7 ottobre, per manifestare “a tutela dei diritti costituzionalmente garanti e contro una sanità-differenziata, oltre che per appartenenza geografica anche per censo, e contro inaccettabili business sanitari”.

Proprio per affermare il diritto alle cure e denunciare i fenomeni distorsivi che si annidano nel governo della sanità di molte realtà, Federconsumatori ha lanciato la campagna nazionale “stop liste di attesa” a tutela del diritto alla salute e ad una sanità efficiente ed universale. Inoltre, per contrastare la prevalenza del privato sul pubblico nella sanità lombarda, Federconsumatori Lombardia si è fatta co-promotrice, assieme a molte realtà sindacali, dell’associazionismo e del terzo settore, della richiesta di 3 referendum regionali per affermare la centralità del sistema sanitario pubblico ed il diritto costituzionale alla salute.

I ticket per i codici bianchi

Dobbiamo però ricordare anche che da tempo in quasi tutte le regioni italiane i codici bianchi in pronto soccorso sono soggetti al pagamento di un ticket che va da 25 a 60 euro. Ovviamente una cosa ben diversa dal “saltafila” introdotto dal gruppo San Donato.

Il costo richiesto, per i codici bianchi, è in media di 25 euro, anche se in qualche Regione può variare. In Liguria, ad esempio, può arrivare fino a 61,15 euro se vengono eseguite delle prestazioni, nella Provincia di Trento, invece​​ le spese arrivano fino a 75 euro con prestazioni e si pagano fino ad un massimo 50 euro per le prestazioni in codice verde. E ancora, nella provincia di Bolzano sono richiesti 50 euro per casi non urgenti, con l’aggiunta di una tariffa per ogni prestazione specialistica fino ad una massimo di 100 euro e di 15 euro per casi giustificati senza ricovero. In Veneto si paga, oltre al ticket standard, anche quello per la visita specialistica in caso di prestazioni, mentre in Emilia-Romagna, così come in Puglia, al ticket ordinario si aggiunge quello quello aggiuntivo per le prestazioni che può arrivare fino a 36,15 euro. In Toscana l’importo massimo richiesto è di 50 euro, con l’aggiunta di 10 euro per la digitalizzazione. In Calabria il ticket può arrivare fino a 45 euro con prestazioni specialistiche, mentre in Sardegna al ticket ordinario vanno aggiunto 15 euro per i codici verdi senza ricovero.