Gravidanza biochimica: cause, fattori di rischio e trattamento

PFAS GRAVIDANZA

Quello della gravidanza biochimica è un fenomeno che si verifica molto spesso nelle donne e che non sempre viene scoperto. Ecco che cos’è la gravidanza biochimica, quali sono le cause e i rischi, ma anche come viene trattata. 

Che cos’è la gravidanza biochimica e qual è la sintomatologia associata? 

La gravidanza biochimica è una condizione che può presentarsi molto frequentemente nelle donne e consiste nello specifico in una gravidanza che parte e viene effettivamente confermata dallesito positivo di un test di gravidanza, ma che poi si interrompe spontaneamente dopo poco tempo con il conseguente arrivo del ciclo mestruale. 

In buona sostanza, la gravidanza biochimica non è altro che un aborto molto precoce, che in genere tende a verificarsi entro le quattro o cinque settimane dal concepimento.  

Nella gravidanza biochimica vi è una produzione dell’ormone beta-HCG, responsabile dell’esito positivo del test di gravidanza, ma a tale produzione non corrisponde un reale riscontro ecografico della gravidanza ed in particolare una concreta formazione dell’embrione e della camera gestazionale.  

Quanto alla sintomatologia associata al fenomeno della gravidanza biochimica, è possibile affermare che questa non insorge con dei sintomi specifici, anzi talvolta l’unico sintomo che si presenta è quello del ritardo mestruale e a causa di ciò molte donne non si accorgono neanche di vivere tale situazione. 

Quali sono le cause e i fattori di rischio della gravidanza biochimica?

Alla base dell’insorgere della gravidanza biochimica, vi sono le stesse possibili cause del classico aborto spontaneo ed in particolare: anomalie cromosomiche fetali oppure anomalie anatomiche dell’utero. 

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In merito agli eventuali fattori di rischio della gravidanza biochimica, è importante precisare che questa non comporta possibili ripercussioni sulla futura fertilità della donna. 

Come viene effettuato il trattamento della gravidanza biochimica?

A differenza di quanto si possa pensare, la gravidanza biochimica è un’interruzione molto precoce, che per essere trattata non richiede alcun intervento chirurgico o terapia farmacologica, poiché si risolve spontaneamente con l’arrivo del ciclo mestruale, che tendenzialmente torna dopo una o due settimane. 

Quali sono le conseguenze che derivano dall’aver avuto una gravidanza biochimica? 

Come già accennato precedentemente, l’aver avuto una gravidanza biochimica nella stragrande maggioranza dei casi non implica dei rischi per la futura fertilità delle donne e dunque non ha ripercussioni sulla scelta di portare avanti nuove gravidanze. 

Tuttavia, non è da escludere l’eventuale comparsa di conseguenze negative dal punto di vista psicologico. In questo caso è consigliabile rivolgersi e chiedere aiuto ad uno specialista per ottenere supporto e superare al meglio questa situazione. 

È importante saper affrontare con maturità e lucidità quest’eventualità, ma sempre nella consapevolezza che bisogna vivere quest’evento inaspettato esternando le proprie emozioni e l’eventuale sofferenza, senza mai trattenere tutto all’interno della propria sfera emotiva interiore. 

Ovviamente, il consulto con uno psicologo e dunque con uno specialista, può essere un grande aiuto per una donna che era consapevole di aspettare un bambino e che in realtà si trova ad affrontare una gravidanza biochimica. 

Dal punto di vista pratico, se le condizioni fisiche e psicologiche delle donne che subiscono la gravidanza biochimica lo permettono, è possibile tentare di avere una nuova gravidanza già dopo due mesi.