L’Europa fissa i limiti per i Moah (con effetto immediato)

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I Moah sono gli idrocarburi degli oli minerali che contaminano molti alimenti (dagli snack all’extra vergine passando per le formule per l’infanzia): considerati potenzialmente cancerogeni, l’Unione europea li ha ignorati per anni. Fino ad oggi

Il Comitato permanente europeo per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi ha fissato i limiti alla presenza di idrocarburi aromatici degli oli minerali (Moah) negli alimenti. Invece di optare per limiti massimi, il Comitato ha delineato limiti di quantificazione (Loq) più severi, separando le categorie di alimenti in tre livelli.

Per gli alimenti secchi con un basso contenuto di grassi/olio pari o inferiore al 4%, sono consentiti 0,5 mg/kg di Moah; per gli alimenti con un contenuto di grassi/olio superiore, superiore al 4%, è consentito 1 mg/kg di Moah; e 2 mg/kg di Moah sono consentiti per grassi e oli.

Cosa sono i Moah

Mosh e Moah sono oli minerali di origine fossile dannosi per la salute. I Moah sono addirittura potenzialmente cancerogeni. Possibili fonti di ingresso per i componenti dell’olio minerale sono i materiali di imballaggio (soprattutto l’inchiostro usato per la scrittura sulle confezioni) e i grassi lubrificanti sulle macchine in produzione. La contaminazione da olio minerale può avvenire in qualsiasi fase della filiera. Le potenziali fonti di contaminazione per gli oli vegetali sono numerose e ciò è dovuto all’esteso impiego di olio minerale, presente, per esempio, in oli lubrificanti utilizzati nelle macchine per la movimentazione meccanica, in agenti di controllo delle polveri (in particolare nella lavorazione della colza e della soia), nei sacchi di iuta usati per il trasporto di semi e olive, che possono contenere fino al 25% di composti poliaromatici, in additivi usati nella fabbricazione delle plastiche,  in oli lubrificanti presenti nelle latte di alluminio utilizzate come contenitori, così come in inchiostri da stampa per la carta e il cartone, veicolanti di pesticidi o altri componenti attivi.

Nessun limite per anni…e la contaminazione cresce

Per anni, l’Unione europea ha sottovalutato il problema non prevedendo alcun limite per nessuno dei due tipi di oli minerali. Tra l’altro la contaminazione degli alimenti non è un’eventualità remota. Ad aprile del 2020, un nostro test condotto su 29 snack ha trovato tracce di questi oli in 20 prodotti. Più di recente, un test tedesco sull’olio extra vergine ha trovato tracce di oli in tre oli “italiani”. Sempre Oko Test analizzando 16 campioni di formule per l’infanzia ha trovato una contaminazione di molti marchi.

Le nuove regole

Da martedì 17 maggio tutti i prodotti alimentari in Europa devono rispettare i nuovi Loq per i Moah (nessun limiti per i Mosh): gli alimenti non conformi rischiano di essere ritirati dal mercato, a seconda del rigore con cui gli Stati membri applicano la norma della Commissione. Perché la norma europea non è direttamente vincolante per gli stati membri i quali hanno l’onere di garantire il rispetto dei limiti all’interno del loro territorio.

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Secondo Cesare Varallo, giurista alimentare e specialista in regolamentazione, la decisione della Commissione di “muoversi con urgenza” e “senza una serie completa di dati” è insolita. Sebbene siano immediatamente efficaci, Varallo si aspetta che i nuovi livelli siano “provvisori”, suggerendo che, a seconda dell’opinione dell’Efsa (il parere scientifico su questi oli è atteso entro la fine dell’anno), i livelli potrebbero cambiare.

L’associazione di categoria FoodDrinkEurope, interpellata da Foodnavigator, non è stata in grado di fornire commenti specifici poiché “sta ancora valutando questa misura internamente e consultando i membri”.