Imballaggi contaminati, l’Anses chiede di eliminare gli oli minerali tossici

L’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria nazionale per l’alimentazione (Anses), in una nota diffusa il 9 maggio scorso, raccomanda di limitare l’esposizione dei consumatori agli oli minerali Moah chiedendo alle aziende alimentari di utilizzare, per gli imballaggi, inchiostri e colle che ne siano privi.

Moah e Mosh, cosa sono

In Europa non esiste ancora una legge e quindi limiti alla concentrazione di Moah (oli minerali aromatici) e Mosh (con oli minerali saturi). Questi oli – contenuti nell’inchiostro – migrano dall’imballaggio ai prodotti con non pochi problemi per i consumatori. In un parere, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel giugno 2012 e poi aggiornato nell’agosto 2013 sostiene che gli idrocarburi saturi possono accumularsi nei tessuti umani e provocare effetti avversi sul fegato mentre quelli aromatici possono agire da cancerogeni genotossici, ovvero possono danneggiare il Dna e provocare il cancro.

Le analisi di Foodwatch

L’associazione da anni è preoccupata per i possibili rischi di questi inchiostri tanto da aver lanciato una petizione per chiedere alle aziende di farne a meno e all’Europa di regolamentare la materia a tutela dei consumatori. Ad oggi, diverse aziende hanno risposto positivamente eliminando le sostanze sospette come dimostra questa infografica. (continua dopo la fotografia)

Nel corso della sua campagna per l’eliminazione dei Moh, nel 2015 Foodwatch ha analizzato 120 alimenti di largo consumo confezionati in cartone e venduti in Francia, Germania e Paesi Bassi, rilevando che l’83% era contaminato da Mosh e il 43% da Moah. Tra le contaminazioni che hanno suscitato più scalpore, le praline Lindt Fioretto Nougat Minis, i coniglietti di cioccolata Lidl, i Kinder Riegel e i Sunrice di Aldi.