Pfas nel cibo, la risposta di Zaia: “Noi i più virtuosi in Italia”. Europa Verde e M5S attaccano

Dopo la pubblicazione dei dati completi del monitoraggio del 2017 sulla contaminazione del cibo effettuato dalla regione Veneto, che hanno spinto Greenpeace e Mamme No Pfas ad accusarla di inerzia sulla contaminazione del cibo nell’area rossa, ma soprattutto in quella arancione, la giunta di Venezia risponde alle polemiche. Francesca Russo, a capo della prevenzione della sanità del Veneto dichiara al Giornale di Vicenza: “La delibera è del 2019. Lì abbiamo stabilito di allargare l’area del monitoraggio, includendo alimenti della zona arancione. Poi è arrivato il Covid-19. Da allora l’attività del dipartimento è stata tutta orientata ad arginare la pandemia. Riprenderemo prima possibile, forse già per fine anno”.

Zaia: “Noi i più virtuosi”

Anche il governatore Luca Zaia, risponde, piccato: “Qui la virtuosità è trasformata in atto di colpa. Se ora c’è un’azione giudiziaria importante lo si deve alla regione che è riuscita a sfondare il muro del suono su una causa che sembrava già persa in partenza. Siamo gli unici in Italia a imporre limiti pari a zero per le acque potabili. E gli unici ad aver speso dieci milioni per attrezzare laboratori per l’analisi degli Pfas, diventati riferimento nazionale, e a costruire un nuovo acquedotto per portare acqua pulita”. L’accusa delle associazioni, però, è di non aver fatto nulla o quasi per le acque d’irrigazione, utilizzate per i campi coltivati. “Siamo consci del problema delle acque d’irrigazione e ci arriveremo” chiosa Zaia. Russo rincara: “I Pfas non sono solo in Veneto, e non li abbiamo causati noi”.

Europa Verde: “Sconcertante il comportamento del Veneto”

Intanto, arrivano le prime reazioni ai dati e alla posizione della Regione, dalla politica. “Sconcertante e preoccupante quanto emerso in Veneto in merito alla presenza di Pfa negli alimenti di origine vegetale e animale del territorio, soprattutto nelle province di Vicenza, Padova e Verona. Ma ad indignare di più è il fatto che la Regione abbia per anni negato l’accesso ai dati, nonostante le continue sollecitazioni dei cittadini” – così Eleonora Evi, eurodeputata e co-portavoce nazionale di Europa Verde, a commento della notizia. “Inconcepibile – aggiunge Cristina Guarda, Consigliere regionale di Europa Verde in Veneto – che solo grazie alla battaglia legale portata avanti da Greenpeace e dall’associazione Mamme No Pfas i dati siano stati resi pubblici. Si tratta di valori allarmanti che evidenziano come le Regione non abbia intrapreso azioni risolutive, né effettuato ulteriori monitoraggi per ridurre la contaminazione delle acque, ignorando completamente il rischio per la salute dei cittadini. Di più, nonostante nel 2020 l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) abbia ridotto di più di quattro volte il limite massimo tollerabile di PFAS che possono essere assunti attraverso l’alimentazione, la Regione non ha effettuato nuove valutazioni né adottato misure per tutelare la popolazione e le filiere agroalimentari e zootecniche”. “I Pfas sono sostanze chimiche estremamente persistenti nell’ambiente e possono provocare gravi danni allo sviluppo del feto – puntualizza Evi – incidendo anche sullo sviluppo di alcuni tipi di tumore. Per questo mi batto da sempre in Europa affinché non venga tollerata alcuna soglia limite di queste sostanze che, attraverso le falde acquifere, confluiscono negli alimenti che mangiamo. A questo scopo ho presentato diverse interrogazioni parlamentari, contestando la Direttiva Acqua che continua ad ammettere un numero elevatissimo di Pfas”.

Zolelli (M5S): “Porterò il caso in Parlamento”

“È necessario che il Parlamento vada a fondo sulle eventuali responsabilità e omissioni della Regione Veneto nella drammatica vicenda dei dati sulla contaminazione alimentare dovuta alle sostanze perfluoroalchiliche, i famigerati Pfas, a quanto pare tenuti nascosti per anni e mai diffusi in forma integrale. L’impatto di quelle sostanze sulla salute umana erano già noti, ma le risultanze dell’indagine ora resa nota grazie alla lunga battaglia delle ‘Mamme No Pfas’ e di Greenpeace confermano la drammaticità di una situazione che anche noi denunciamo da tempo”. Lo afferma il deputato del Movimento 5 Stelle Alberto Zolezzi, membro della commissione Ambiente alla Camera e della bicamerale sulle Ecomafie. “Presenterò subito un’interrogazione per chiedere chiarimenti sull’inspiegabile condotta della Regione guidata dal leghista Zaia – annuncia Zolezzi – e in commissione Ecomafie pubblicheremo a breve la terza relazione sul tema, di cui sono relatore, contribuendo a fare ulteriore luce su una vicenda che è tutt’altro che conclusa”.