Cambiare residenza in un’altra regione? Con Windtre ci è costato carissimo…

WIND CAMBIARE RESIDENZA SUBENTRO PROMO

Caro Salvagente, abbiamo avuto un abbonamento con Windtre fibra da 26.99, che non ci ha mai dato problemi, almeno fino a che abbiamo dovuto trasferirci in un’altra regione. A detta loro dovevamo cambiare numero e ricominciare il contratto da capo perdendo le rate del router a noleggio già pagate, a meno di penali da circa 240euro.
Decidiamo di fare come dicono e facciamo il cambio. Tutto bene per i primi 6 mesi dopo i quali arriva una bolletta da 408 euro.
Chiamiamo, spieghiamo anche via pec e il reclamo è accolto parzialmente: dobbiamo pagarne la metà ma non riusciamo a capire a cosa attribuiscono questi 210 euro da saldare! Decidiamo di non pagare pensando che abbiano sbagliato e oggi ci tagliano la linea internet. A loro giudizio siamo insolventi sebbene abbiamo pagato ogni mensilità puntualmente e non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione di imminente interruzione.

Che possiamo fare?
Nicolas e Evelin

Cari Nicolas ed Evelin, abbiamo girato l’intricata vicenda che state vivendo a Valentina Masciari, responsabile utenze di Konsumer Italia. Ecco cosa ci ha risposto.

Inizio chiarendo che in effetti, traslocando in altra regione, è necessario cambiare la numerazione, perché cambiando distretto telefonico, si cambia prefisso. A questo punto, va fatto un nuovo contratto per la nuova residenza e il sig. Nicolas, decide di farlo sempre con lo stesso gestore.

Fin qua tutto lineare. Wind invia la fattura di chiusura del precedente contratto, fattura che addebita le rate residue del contributo di attivazione pari a € 45,08, che quindi pagava mensilmente in fattura, il costo per l’attività di cessazione del servizio, pari a € 65,00, i costi di periodo del nuovo contratto,  le rate residue del modem vecchio, la prima rata del nuovo modem di € 5,99.

Per la voce legata alle rate del vecchio modem,  queste vengono addebitate a partire dalla numero 14, fino ad arrivare alla 48, per un totale di € 203,66.

In base alla regola del modem libero, in vigora dal gennaio 2019, per la quale il cliente può scegliere se utilizzare un modem proprio o il modem offerto dal gestore, al cliente bisogna prospettare tale possibilità e quindi metterlo nella condizione di scegliere consapevolmente.

Viene da chiedersi, se questa possibilità gli è stata comunicata, e quindi, come mai il sig. Nicolas, si trova a dover pagare due modem.

La risposta potrebbe essere che nessuno gli ha proposto questa alternativa e quindi abbiamo una mancata e corretta informativa da parte del gestore per il cliente, oppure che il modem doveva essere necessariamente sostituito perché il nuovo contratto si basa una tecnologia diversa: ad esempio, prima aveva una linea ADSL, ora ha una linea Fibra…tenderei per la prima possibilità…

In concreto comunque Wind riconosce l’accredito di € 197,67, suppongo, perché non specificato nella risposta che i lettori ci hanno inviato, a storno delle rate del modem vecchio ma, l’importo corretto avrebbe dovuto essere pari a € 203,66, per come sopra specificato, quindi non tornano i conti… Gli altri addebiti, cioè costo di attivazione, cessazione del servizio, canoni del nuovo contratto e rata del nuovo modem, sono dovuti. Il sig. Nicolas, dovrà pagare tale fattura, per differenza.

Sottolineo però un altro aspetto, sulla fattura viene anche riportato l’addebito per una sim: sembrerebbe una di quelle sim che vengono vendute in abbinamento al contratto di rete fissa, e proposte, anche se il cliente non ne ha bisogno,  in quanto a costo zero.

Essendo abbinata, suppongo, al precedente contratto di rete fissa, nel momento in cui questo cessa, la sim inizia a produrre costi ed infatti, su questa fattura vengono addebitati € 41,80 per tale servizio… il sig. Nicolas, lo sapeva?

Come spessissimo succede, ci sono una serie di importanti lacune nelle informazioni date al cliente, sia in fase di sottoscrizione dei contratti, sia nel prosieguo degli stessi.

Tutto ciò comporta il sorgere di contenziosi, che si traducono in  perdita di tempo e di soldi per i consumatori, e che si potrebbero evitare solo se venissero rispettate le regole e se il cliente venisse correttamente informato.