I blue jeans in lavatrice? Rilasciano troppe microfibre

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Chi avrebbe mai detto che i blue jeans se lavati in lavatrice possono rappresentare un danno per l’ambiente? Eppure così sembra almeno così emerge da uno studio dell’Università di Toronto, pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology Letters, dal quale è emerso che nei campioni d’acqua prelevati in tutti il territorio canadese sono state rilevate quantità importanti di microfibre proveniente anche dal lavaggio dei jeans.

“Una quantità variabile tra il 12 e il 25 per cento di tutte le microfibre che abbiamo rilevato – dichiara Miriam Diamond dell’Università di Toronto – proveniva da blue jeans. Alcune microfibre provenivano da una profondità di 1.500 metri, questo suggerisce che il tessuto è decisamente resistente”. L’esperta aggiunge che le più alte concentrazioni di microfibre di jeans sono state registrate nei laghi suburbani poco profondi.

“Il nostro lavoro – precisa la ricercatrice – si basa sui dati raccolti in Canada, ma è ragionevole ipotizzare che i risultati possano essere estesi ad altre regioni. Il ritrovamento di fibre nell’Artico dimostra il profondo impatto dell’azione antropica”.

Il team ha anche monitorato la resistenza media dei jeans durante un lavaggio medio, scoprendo che circa 50mila microfibre vengono diffuse nell’ambiente ad ogni lavaggio. “Sfortunatamente – commenta Caroline Gauchotte-Lindsay dell’Università di Glasgow – questi risultati non sorprendono, anzi. Il documento è molto importante perché prende in considerazione le microfibre naturali, precedentemente trascurate negli studi sulle microplastiche, limitate alle declinazioni sintetiche”. Gli autori sottolineano di non poter affermare con certezza quali siano gli effetti delle microfibre sull’ambiente.

Non si tratta di sostanze plastiche – conclude Samantha Athey dell’Università di Toronto – ma sono comunque modificate antropogenicamente. Sarebbe importante cercare di lavare i tessuti in denim meno frequentemente. Saranno necessari ulteriori studi per comprendere al meglio l’impatto chimico di queste sostanze sull’ambiente”.