Oli minerali nel latte per bambini: coinvolti Nestlé, Humana e Novalac

Oli minerali nei latti in polvere per bambini: le analisi condotte in due laboratori in Germania confermano la presenza di Mosh e Moahpotenziale cancerogeno – nella stragrande maggioranza dei 50 campioni analizzati. A rivelarlo la Ong Foodwatch, da sempre in prima linea nella sicurezza alimentare, che per prima ha posto il problema delle contaminazione di queste sostanze nei cibi, ritrovate anche in Italia grazie alle analisi condotte dal Salvagente sulle merendine nel numero di aprile 2020.

Dopo un lungo braccio di ferro, Foodwatch Germania ha ottenuto e pubblicato i risultati delle analisi condotte nei mesi scorsi in due laboratori del Cvua, l’ Ufficio di indagine chimica e veterinaria di Münster (scarica qui i risultati) e Stoccarda (scarica qui i risultati).

Il laboratorio Cvua di Münster ha rilevato oli minerali saturi (Mosh) in tutti i 50 campioni esaminati e ha anche trovato oli minerali aromatici (Moah) in 14 dei 50 campioni. Il laboratorio di Stoccarda non ha trovato alcuna contaminazione da Moah nei 17 campioni testati, ma ha rilevato Mosh in 12 dei campioni. In totale, nelle due indagini governative note a Foodwatch, il 92% dei campioni testati è risultato contaminato con Mosh e il 21% dei campioni con Moah.

Il limite analitico di quantificazione nel metodo seguito dal laborario Cvua di Münster era di 0,5 mg/kg per i Moha (C10-C50). Gli oli minerali aromatici (Moah), ripetiamo i più preoccupanti per la salute umana, identificati dal Cvua Münster sono stati rilevati in alcuni lotti dei seguenti prodotti:

  • Nestlé  (BEBA Pro HA 2BEBA Supreme Pre, von Geburt an, BEBA Optipro 2, BEBA Optipro 1BEBA Pro HA 1, von Geburt an  BEBA Pro HA Pre“)
  • Novalac   ( Säuglingsmilchnahrung PRE 400g  e  BK, Blähungen und Koliken )
  • Humana (SL Spezialnahrung bei Kuhmilchunverträglichkeit  e  Anfangsmilch 1 von Geburt an )
  • Rossmann   Babydream ( Kinderdrink ab 1 Jahr)

“Diteci se sono stati ritirati”

Per Foodwatch i risultati ottenuti sono una conferma all’allarme lanciato dall’associazione nel 2019 a seguito dei risultati delle loro analisi ma gettano altri sospetti rispetto ai risultati delle analisi pubbliche: “Non abbiamo informazioni – scrivono in un nota – sul fatto che i lotti di prodotti lattiero-caseari in esame siano ancora sul mercato. Inoltre, non vi è alcuna prova da parte dei produttori che i loro prodotti contaminati siano ora garantiti privi di oli minerale”. L’associazione torna a chiedere al governo tedesco di intervenire.