Il coronavirus si attacca anche alle scarpe? La risposta degli esperti

In questi giorni di catene di sant’Antonio sui social, sta molto circolando un audio whatsapp in cui una voce femminile spiega che l’amico dottore ha raccomandato di lasciare le scarpe fuori casa, perché il coronavirus è resistente sulle superfici e ci mette poco a entrare tramite questo “mezzo di trasporto” tra le mura domestiche. La preoccupazione è legittima o è esagerato lasciare le calzature fuori la porta di casa?

La domanda è stata posta anche a Roberto Burioni, medico e ricercatore specializzato in virologia, durante la trasmissione Che tempo che fa di Raitre. L’esperto ha risposto a partire dall’affermazione che sta circolando nelle chat: “Il virus rimarrebbe vivo nove ore sull’asfalto e quindi resterebbe anche sulle suole”. “Non è vero che può vivere così a lungo -spiega Burioni – Il virus mantiene una carica infettiva notevole per un giorno su carta e cartone, due giorni sulla plastica e quasi tre giorni sull’acciaio. Superfici, queste ultime due, facili e opportune da pulire o disinfettare per sicurezza con qualsiasi detergente igienizzante”. Anche se, ha aggiunto lo stesso Burioni, non girare per casa con le scarpe appena rientrati, è una buona norma di igiene in generale.

Per Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, l’audio che circola è una bufala, “perché è vero che il virus può sopravvive qualche giorno, ma con una carica virale in quel caso irrisoria”. Mentre secondo il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro i dati “mostrano come il virus può sopravvivere da qualche ora a qualche giorno laddove su queste superfici rimangano completamente protetti o non vengano esposti a pulizia a opere di disinfezione o a fenomeni naturali come sole e pioggia. Ma sappiamo anche che è molto sensibile ai disinfettanti a base di cloro e alcol e che si trasmette attraverso droplet o contatto attraverso mano”.

Riguardo agli studi che hanno messo in allarme sulla durata fino a 9 giorni del virus su acciaio, plastica e vetro, uno tedesco e uno cinese, va detto che quest’ultimo è stato ritirato in base alle critiche di molti scienziati che lo hanno definito debole e poco rappresentativo.