Bayer e Basf di nuovo sconfitte in tribunale: ora l’incubo è il caso dicamba

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Dopo i casi giudiziari legati al glifosato ora la nuova tegola che sta cadendo in testa alla Bayer, dopo l’acquisizione della Monsanto, è il caso Dicamba, un erbicida decisamente più giovane di quello usato per decenni e dichiarato potenzialmente cancerogena dallo Iarc, ma già al centro della scena. Tra venerdì e sabato, infatti, il colosso dell’agrobiotech tedesco assieme alla Basf si è visto rifilare una sentenza di condanna a 15 milioni di dollari di risarcimento e una, assai più clamorosa, a 265 milioni di dollari di danni punitivi da una giuria del Missouri.

A provocare il nuovo scossone Bill Bader, un coltivatore di pesche del sud-est del Missouri che aveva chiamato in causa le due multinazionali sostenendo di aver subito ingenti danni ai suoi frutteti grazie all’uso di dicamba nei campi vicini, seminati a cotone Ogm, resistente all’erbicida di Monsanto. Un pesticida che non si era limitato a rimanere sui campi di cotone dei vicini ma aveva avvolto i pescheti di Bader, seccando le foglie e uccidendo gli alberi.
La giuria di Cape Girardeau non solo ha dato torto agli avvocati delle industrie di pesticidi, che sostenevano che i danni erano legati ad altre cause, ma ha emanato una sentenza punitiva che crea alle due industrie tedeche un altro problema potenzialmente multi-miliardario.

L’attenzione degli analisti, però, si concentra su Bayer che già è impegnata a risolvere migliaia di cause legali che legano l’esposizione al suo diserbante glifosato con il cancro. Sia dicamba che Roundup sono prodotti dalla Monsanto, che Bayer ha acquisito nel 2018.

La perdita fa aumentare la pressione sull’amministratore delegato di Bayer Werner Baumann, spiega il sito di informazione finanziaria Bloomberg, che nel 2016 ha puntato la sua carriera sull’acquisizione per 63 miliardi di dollari di Monsanto. Lo scorso aprile, Baumann è diventato il primo CEO di una grande azienda tedesca in decenni a perdere il voto di fiducia degli azionisti.

Carl Tobias, un professore di diritto dell’Università di Richmond che insegna sugli incidenti di massa, ha affermato – spiega Bloomberg – che Bayer deve affrontare rapidamente quest’ultima situazione. “Prima spegni il fuoco, meglio è”, ha detto Tobias domenica in un’intervista. “Se tutti questi casi di dicamba valgono più di 250 milioni di dollari, ciò creerà un altro mal di testa da molti miliardi di dollari per Bayer e gli investitori non apprezzeranno”.

Finora la Bayer è riuscita a evitare di tornare al processo per il Roundup e gli avvocati puntano a chiudere i processi con una perdita che, sperano, non supererà i 10 miliardi di dollari.