Il rame nella dieta: l’apporto che “velocizza” il cervello

Dopo aver affrontato il ruolo di magnesio e selenio nel nostro organismo e la dieta migliore per non soffrire di carenze, oggi vogliamo affrontare un altro oligoelemento molto interessante, seppure poco conosciuto, almeno sul versante alimentare: il rame.

Il rame è un metallo necessario per la mia salute, per questo porto sempre un braccialetto…

FALSO Il rame è un metallo associato da sempre al pianeta Venere perché è il simbolo di giustizia e di equilibrio e già questo giustificherebbe chi indossa i bracciali costruiti con rame puro che comunicano un senso di rispetto verso la natura, amore verso se stessi e nei confronti di chi ci circonda. Purtroppo ancora non ci sono prove scientifiche a dimostrare che il braccialetto funzioni e che introduca davvero rame nell’organismo. Di certo questi ornamenti sono da considerarsi sicuri e privi di effetti negativi a meno di essere allergici: in questo caso il contatto continuo del bracciale con la pelle può dare problemi, così come li dà a chi è affetto della malattia genetica di Wilson. Questa rara patologia colpisce poco più di 5 persone ogni 200.000 che soffrono di problemi neurologici ed epatici. Una malattia che si contrasta con una dieta povera di rame dove si escludono dalla tavola noci, funghi, cioccolato, frutta secca, fegato o frutti di mare e usando farmaci come la penicillamina che “sequestrano” il rame in eccesso. Salvo questi aspetti, i braccialetti di rame sono eleganti e anche il verderame formato per l’eccessiva sudorazione, si lava facilmente e con poco sforzo, ma non possono essere un modo di assumere quotidianamente il minerale che ci occorre.

Il rame è un oligoelemento ma non è importante per far funzionare l’organismo

FALSO Il rame è un metallo molto importante per l’organismo sia per le funzioni fisiologiche che svolge che per il ruolo antiossidante contro i radicali liberi nelle cellule. Nel nostro corpo sono presenti complessivamente tra i 50 e i 120 mg, conservati principalmente negli organi e in tessuti come i muscoli dove ne troviamo quasi il 50%, il resto finisce in fegato, cervello oltre a cuore e reni. Il rame si assorbe nello stomaco e nell’intestino per arrivare al fegato e poi nel sangue sotto forma della proteina ceruloplasmina. L’eccesso di rame si elimina con la bile e solo in piccola parte con le urine. L’amico “del cuore” più stretto del rame è lo zinco che, se troppo concentrato, riduce l’assorbimento del rame necessario per produrre l’emoglobina. Il rame, inoltre, protegge le cellule dal naturale scorrere del tempo ed difende anche la guaina isolante dei neuroni, la mielina, permettendo un funzionamento del cervello più efficiente, regolare e facilitando la creazione delle reti neuronali che permettono di leggere a volte la realtà che circonda usando un punto di vista nuovo. Si potrebbe dire che chi ama il “pensiero laterale” di Edward De Bono, risolvere alcuni problemi logici sarà più facile se introduciamo abbastanza rame. Un curriculum del genere è appannaggio di poche sostanze per cui i 120 mg di rame che conteniamo, meritano molta più attenzione di quanto pensiamo.

I sintomi dovuti alla carenza di rame sono abbastanza evidenti

VERO Per stare bene ci servono 1,2 mg di rame al giorno, per chi è in dolce attesa ne occorrono 1,5 mg perché il rame occorre per lo sviluppo e la crescita del feto. Raramente si osserva una mancanza di rame in persone che seguono uno stile di vita sano e una sana alimentazione, ma se notiamo forme di anemia, pressione bassa, sonnolenza, maggiore irritabilità, troppo colesterolo cattivo (LDL), alcune forme di osteoporosi per demineralizzazione ossea, oppure carenza di colorazione della pelle, perdita dei capelli,  problemi circolatori, una ridotta resistenza alle infezioni, ebbene forse la concausa di uno o più di uno di questi sintomi può essere dovuta al poco rame. A ogni modo, questi sintomi vanno controllati con una semplice analisi, anche delle sole urine. Come sempre bisogna sapere leggere tutti i segnali che il nostro corpo ci evidenzia e soprattutto collegarli ai risultati delle analisi biochimiche.

Il rame si ritrova negli alimenti facilmente e anche in quantità sufficienti

VERO Non siamo capaci di produrre rame, fortunatamente direi, altrimenti potremmo trasformarci in alieni colorati di verde, per cui occorre introdurlo con il cibo e con l’acqua. Il rame è comune negli alimenti di origine animale come il fegato che fornisce addirittura 9 mg per etto, i reni e le frattaglie, la carne rossa di manzo o anche di maiale. Il rame è presente anche nei molluschi e nei frutti di mare come le cozze con 1,2 mg per etto, vongole, lumache di mare oltre a calamari, seppie e polpo e crostacei. Si trova nelle uova, nel tuorlo con 0,06 mg per etto, mentre il latte con 0,02 mg per etto e i formaggi sono davvero degli scarsi fornitori di rame. Nei vegetali possiamo ricorrere alla frutta secca come mandorle, noci, anacardi, nocciole con 1,3 mg per etto, arachidi con 1 mg per etto, pinoli e pistacchi, i semi di girasole e di zucca, i legumi come soia, ceci e le lenticchie con 1 mg per etto. Gli alimenti integrali hanno rame grazie alla crusca con ben 1,23 mg per etto, oppure possiamo scegliere orzo o avena. Rame e zinco si accompagnano anche nel lievito, nell’olio di mais, nei pomodori secchi e nei funghi. Infine, è presente anche nell’acqua potabile dove la sua concentrazione dipende molto dal tipo di falda acquifera utilizzata. Vale la pena ricordare che una buona dieta variata ed equilibrata ci permette di introdurre il rame che ci serve ogni giorno in modo biodisponibile. Senza contare che di fronte al gusto di una buona “impepata di cozze” non c’è integratore che tenga.

Preferisco assumere il rame che mi occorre come integratore perchè ritengo sia la migliore soluzione possibile

FALSO Un integratore di rame è una soluzione da considerare dopo avere provato a migliorare il proprio stile di vita come nel caso delle anemie sono causate anche dalla scarsità di rame che impedisce alla transferrina di trasportare ferro per il nostro organismo. Se siamo proprio in difficoltà per introdurre rame con la dieta allora si può optare per un integratore che spesso è formato da rame, ferro e magnesio così da fornire più oligoelementi in una sola dose. Talvolta si propongono rame e manganese per contrastare anche l’ipertensione o le infezioni respiratorie o urinarie. Il rame è in alcuni casi presente negli integratori nella sua forma gluconata per renderlo più biodisponibile e più assorbibile durante la digestione rendendolo più simile il processo a quello che facilita assorbimento alla via alimentare. Il rame si assorbe meglio con un pH acido mentre i fitati delle leguminose, la vitamina C, il calcio e anche il suo compagno zinco, ne riducono la sua assimilazione. La tossicità dovuta a un eccesso di rame si manifesta con il vomito, con delle forme di epatopatie perché è nel fegato che si accumula.