L’Ue riconosce il pericolo clorpirifos: verso la messa al bando dell’insetticida

Il clorpirifos, un insetticida i cui effetti dannosi sono stati dimostrati da studi scientifici, non soddisfa i criteri per il rinnovo della sua autorizzazione nell’Unione europea. A dirlo è l’Efsa che ha reso nota – così come le ha chiesto la Commissione europea –  una dichiarazione scritta sui risultati già disponibili in merito agli effetti sulla salute umana, che hanno messo in luce preoccupazioni su possibili effetti genotossici e neurologici durante lo sviluppo suffragate da dati epidemiologici che indicano effetti nei bambini.

Il periodo di approvazione del clorpirifos termina a gennaio del 2020 e la domanda di rinnovo dei produttori è attualmente al vaglio della revisione tra pari prevista dal sistema Ue per l’approvazione dei pesticidi, dunque non c’è ancora la certezza che l’autorizzazione all’uso del pesticida venga negata però l’Ue sembra andare in quella direzione come ha anche annunciato il mese scorso il quotidiano francese Le Monde.

Il clorpirifos è un insetticida nato per sostituire il Ddt ma è accusato di essere un potente interferente endocrino e di ridere di 2,5 punti il QI, il quoziente intellettivo, di un bambino europeo. Per questi motivi è già stati messo al bando in alcuni stati europei  (Germania, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Slovenia, Svezia – e da poco anche in Svizzera, mentre in Francia attualmente è autorizzato solo nella coltura degli spinaci) mentre Stati Uniti hanno da poco fatto una clamorosa retromarcia. L’amministrazione Obama aveva deciso di mettere al bando il clorpirifos ma, di recente l’Epa ha dichiarato che questa scelta era basata su studi epidemiologici piuttosto che su test diretti sugli animali, che sono stati storicamente utilizzati dall’Epa per determinare un sicurezza dei pesticidi.