Clorpirifos: l’Epa cede a Trump (e a Big Pesticides), nessun bando

Che l’Epa, l’Agenzia di protezione ambientale degli Stati Uniti, sia diventata molto più benevola nei confronti di agricoltori e multinazionali della chimica è cosa nota. Il penultimo episodio, che il Salvagente ha raccontato, aveva già chiarito la linea dell’ente nell’epoca Trump, con l’autorizzazione a spargere antibiotici su quasi mezzo milione di ettari di agrumi della Florida. A poco sono serviti i moniti della comunità scientifica sui rischi, molto probabili, di sviluppare antibiotico resistenza; il business deve andare avanti.

Non bastasse questa decisione, giovedì è arrivata la decisione dell’Epa di respingere una petizione da parte di gruppi ambientalisti e di salute pubblica per vietare il clorpirifos, pesticida che è stato collegato a danni neurologici nei bambini. Anche in questo caso a poco è servito che un tribunale federale dichiarasse l’anno scorso che non c’era “nessuna giustificazione” per non decidere il bando.

In un dettagliato reportage del Washington Post, firmato da Brady Dennis, si ricostruisce il pensiero dell’Agenzia, per la quale “restano le domande critiche riguardo al significato dei dati”, che suggeriscono che il clorpirifos provochi danni neurologici nei bambini piccoli. L’Epa ha dichiarato che la decisione dell’amministrazione Obama di vietare il prodotto – utilizzato su oltre 50 colture, tra cui uva, broccoli e fragole – era basata su studi epidemiologici piuttosto che su test diretti sugli animali, che sono stati storicamente utilizzati dall’Epa per determinare un sicurezza dei pesticidi.

“Consentendo ai clorpirifos di rimanere nei nostri frutti e verdure, l’Epa di Trump sta infrangendo la legge e trascurando le prove scientifiche schiaccianti che questo pesticida danneggia il cervello dei bambini”, ha detto al Washington Post Patti Goldman, avvocato dell’organizzazione di diritto ambientale Earthjustice. “È una tragedia che questa amministrazione sia dalla parte delle corporazioni anziché della salute dei bambini”.

Peccato che lo stesso ente, nel 2017 fosse stato di tutt’altro avviso. La decisione di vietare il pesticida era stata annunciata come inevitabile. Ma dopo le elezioni del 2016 Dow Chemical, che produce clorpirifos, ha lanciato una campagna aggressiva per fare pressione sull’amministrazione Trump e bloccare quella decisione. Dow ha donato 1 milione di dollari ai festeggiamenti per l’inaugurazione del Presidente Trump e il suo CEO si è incontrato in privato con l’allora amministratore dell’EPA Scott Pruitt. Poco dopo, Pruitt ha deciso di ignorare gli scienziati della sua agenzia e interrompere il bando programmato.

“Il raccordo con le lobby dei pesticidi è la nuova normalità dell’Epa”, ha affermato il presidente dell’EWG Ken Cook. “La decisione sottolinea la triste verità che finché l’amministrazione Trump è in carica, questo ente favorirà gli interessi della lobby chimica sulla sicurezza dei bambini”.

Secondo la ricostruzione del Washington Post, però, questa decisione può aprire la strada dei tribunali e mettere la parola fine alla lunga disputa sul clorpirifos.

Kevin Minoli, partner dello studio legale Alston & Bird, ha detto al giornale che ora la battaglia si sposta nelle aule per contestare la conclusione dell’Epa. Facendo leva su quanto affermato dai giudici della Corte d’appello degli Stati Uniti che hanno dichiarato “notevoli preoccupazioni sulla sicurezza del clorpirifos”.

Il clorpirifos, insetticida considerato neurotossico e ritenuto un potente interferente endocrino, ha la capacità di ridurre di 2,5 punti il QI, il quoziente intellettivo di un bambino. I nuovi effetti dirompenti effetti sulla salute umana di questo pesticida (già messo al bando in 8 paesi europei, Germania, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Slovenia, Svezia – e da poco anche in Svizzera, mentre in Francia attualmente è autorizzato solo nella coltura degli spinaci) sono stati svelati dal quotidiano francese Le Monde che scrive: “Nato per sostituire il Ddt e i suoi effetti deleteri nel 1965, il prodotto della statunitense Dow Chemical danneggia in effetti il ​​cervello dei bambini in modo irreversibile. Le prove scientifiche sono ora così travolgenti che, secondo informazioni da Bruxelles, la Commissione europea si sta preparando a proporre la messa al bando dal mercato”.