L’insostenibile leggerezza dei biscotti Dukan

I biscotti Dukan hanno come target persone che sono perennemente a dieta e non vogliono rinunciare al gusto del dolce. Chi li acquista quindi, si basa solo sul “claim” dietetico, senza guardare però gli ingredienti, che non sono esaltanti dal punto di vista nutrizionale.

Questo il giudizio di Renata Alleva, nutrizionista conosciuta dai lettori del Salvagente, che si è presa la briga di esaminare questa categoria di prodotti molto venduta, soprattutto nelle farmacie. Ecco il risultato del suo esame, pubblicato nel suo blog.

Innanzitutto nella confezione c’è una immagine con delle belle nocciole invitanti e leggiamo con scaglie di nocciole, ma in realtà sono solo il 4%, il che significa 4 grammi su 100 g di prodotto, che per biscotto è una quantità di circa 0,2 g -molto meno di una nocciola-e non si sentirebbe neanche il sapore, se non ci fosse l’aroma di nocciola a darlo: peccato però che l’aroma non ha i vantaggi nutrizionali della nocciola intera, serve solo ad dare l’illusione che ci sia

Poi sulla confezione troviamo il claim “solo con zuccheri naturalmente presenti” ma tra gli ingredienti in realtà troviamo due edulcoranti artificiali il maltitolo e il sucralosio. Gli zuccheri naturalmente presenti chiamano così perché sono presenti in natura e i più comuni  sono generalmente il fruttosio, il glucosio, il saccarosio, il miele,   mentre i dolcificanti artificiali sono sostanze create in laboratorio, ed hanno un potere dolcificante da 30 a 200 volte  maggiore del saccarosio, con un contenuto calorico molto più basso, ma nel caso del sucralosio siamo a 600 volte in più.  Sebbene inizialmente possa sembrare un vantaggio, in realtà i dolcificanti artificiali sembrano influenzare il peso negativamente, quindi favorire l’obesità, piuttosto che combatterla.  L’effetto si esplica al livello del microbiota intestinale e in particolare per il sucralosio sembra indurre una insulino-resistenza, condizione che predispone al diabete (www.renataalleva.it/sucralosio-ecco-come-un-dolcificante-puo-far-ingrassare/). In più, abituarsi ad un gusto cosi dolce innesca un meccanismo di ricerca del dolce, che alla lunga induce a consumare sempre più dolce, condizione che ovviamente non non è associata ad un buon controllo del peso corporeo, a lungo termine.

I biscotti contengono  anche l’olio di colza,  che viene usato sia in ambito alimentare, che a livello industriale come lubrificante.  L’olio di colza è molto discusso per il suo contenuto di  acido erucico, un acido grasso omega-9 monoinsaturo.  Per la maggior parte dei consumatori, soprattutto quelli più piccoli (1-2 anni) e gli altri bambini (3-10 anni), i principali contributori all’esposizione all’acido erucico nella dieta sono dolci, torte e biscotti. Per i neonati (0-12 mesi), la fonte principale è il latte artificiale.  Test tossicologici condotti su modello animale, hanno dimostrato che l’ingestione di oli contenenti acido erucico può portare nel corso del tempo a una malattia del cuore chiamata lipidosi del miocardio. La patologia è temporanea e reversibile. Altri effetti potenziali osservati negli animali – incluse variazioni di peso del fegato, dei reni e del muscolo scheletrico – si verificano a dosi lievemente superiori. Su questa base quindi l’EFSA ha stabilito una dose giornaliera tollerabile di 7 mg/kg di peso corporeo (mg/kg p.c.) al giorno.

Tra gli ingredienti troviamo glutine aggiunto: è ormai noto l’effetto infiammatorio del glutine, soprattutto di quello aggiunto come additivo, che  è in realtà anche un indice di scarsa qualità del prodotto, a cui viene aggiunto per aumentarne la durata sullo scaffale (shelf-life), ma non è un vantaggio per l’intestino.

Per mantenere un peso ideale, non serve utilizzare prodotti “dietetici” che spesso possono sortire un effetto contrario, perchè fatti di ingredienti di dubbia qualità, come precedentemente detto in altro mio post. Da tempo è noto che un buon microbiota è necessario per prevenire sovrappeso e obesità ed un buon microbiota si costruisce con una alimentazione che si basa sul consumo di abbondanti quantità di verdura e fibre vegetali, alimenti freschi evitando,  additivi e edulcoranti, e pesticidi, tutte sostanze che creano disbiosi  una condizione che è associata ad infiammazione cronica, che è la base di molte patologie inclusa l’obesità.