Benzina, 1 distributore su 5 è irregolare, tra carburante tagliato e accise non pagate

Un distributore di carburante su cinque in Italia non è in regola. È quanto emerge dal piano straordinario di controlli portato a termine dalla Guardia di Finanza nel corso dei mesi estivi. Su 2.180 esercizi sottoposti a ispezione, infatti, ben 496 sono risultati irregolari. Nello specifico, sono state rilevate 286 violazioni alla disciplina dei prezzi. Tra le truffe di particolar peso, numerosi casi di erogazione del carburante “tagliato” e evasione delle accise.

I casi più eclatanti

Nella zona di Castelvetrano, nel trapanese, ben 50 aziende, tramite false attestazioni,

L’inchiesta “dirty oil” è stato pubblicata nel numero di marzo del Salvagente, acquistabile qui.

hanno sottratto al pagamento dell’accisa dovuta alla regione Sicilia 110mila litri di carburante, per oltre mezzo milione di euro. In provincia di Avellino, Gpl veniva venduto presso uno stabile senza alcuna autorizzazione. In tutto, 83 persone sono state denunciate all’Autorità giudiziaria mentre sono stati sequestrati 700mila litri di prodotti petroliferi.

L’inchiesta del Salvagente

Al traffico di “Dirty oil”, petrolio sporco, il Salvagente ha dedicato una lunga inchiesta curata da Massimo Solani, nel numero di Marzo 2018, da cui emergeva che nei nostri serbatoi finisce carburante contrabbandato dalle milizie libiche, come ha accertato la Procura di Catania con l’inchiesta “Dirty oil”. Un affare che arricchisce le mafie e danneggia l’erario. E gli automobilisti. Secondo l’Unione petrolifera ogni anno in Italia entrano 3 miliardi di litri in modo fraudolento. Il danno erariale è ingente: quasi 4 miliardi di euro di accise evase.