Polizze dormienti, l’Ivass ha già pagato 3,5 miliardi agli assicurati

L’Ivass ha già “risvegliato” 187.493 polizze, per un totale di 3,5 miliardi di euro, già pagati ai beneficiari o in corso di pagamento. Di queste 116.056 (62%) sono relative a polizze di risparmio giunte a scadenza, per un importo complessivo di 1,5 miliardi di euro, che gli stessi contraenti hanno trascurato di riscuotere e che le imprese, impropriamente, hanno lasciato in stato di dormienza. 71.437 polizze (38%) invece sono relative ad assicurati deceduti, per un ammontare di circa 2 miliardi di euro mai reclamate dai legittimi beneficiari. Tra queste ultime 30.857 polizze, per circa 1,7 miliardi di euro, sono relative a contratti a Vita intera, polizze che non hanno una scadenza definita e si concludono con il riscatto o con la liquidazione della prestazione per il decesso dell’assicurato.

Restano da indagare altri 900.000 contratti, relativi per la maggior parte a polizze temporanee caso morte. 

L’attività è stata resa possibile grazie alle verifiche effettuate dalle imprese e inviate all’Ivass e al successivo incrocio dei codici fiscali da parte di quest’ultima con l’Anagrafe Tributaria.  L’Istituto ha anche deciso di ampliare il perimetro di ricerca delle polizze dormienti estendendolo anche ai contratti scaduti nel quinquennio 2001-2006 e a quelli, più recenti, scaduti nel 2017 e non ancora liquidati. In questo modo si arriveranno a coprire 16 anni di possibile dormienza.

L’Ivass ricorda che esistono due modi per scoprire se un familiare deceduto ha stipulato una polizza vita: si può utilizzare il Servizio ricerca coperture dell’Ania  (http://www.ania.it/it/servizi/ricerca-coperture-vita.html) oppure rivolgersi all’intermediario assicurativo, alla banca o all’impresa di assicurazione di cui si serviva il familiare (Scarica un facsimile di richiesta).