“Tim Smart: mi fanno pagare il modem anche se non l’ho chiesto”

Caro Salvagente,

ho stipulato un contratto Tim Smart fisso al costo di 32 euro mensili ma dalla seconda bolletta mi è stato addebitato il costo del modem pari a 5 euro per 48 mesi. Questo costo non è specificato nel contratto (che mi è stato inviato per mail ma che non mai firmato) ne è stato menzionato nella registrazione telefonica che ho effettuato. Ovviamente il recesso comporta il pagamento totale del modem, 240 euro. Cosa posso fare?

Mirko Becucci

Caro Mirko abbiamo chiesto un parere alla nostra valente esperta Valentina Masciari, responsabile Utenze di Konsumer Italia. Ecco la sua risposta:

Siamo di fronte, purtroppo, ad una prassi diffusa soprattutto da parte di Tim, che è quella di inserire nelle fatture costi per servizi o apparati, come nel caso del Sig. Becucci, che non sono stati richiesti e molte volte neanche necessari. Quando si sottoscrive un nuovo contratto, che ciò avvenga tramite la firma degli appositi moduli o tramite una registrazione vocale, quello che è fondamentale, è che venga chiaramente  esplicitata l’offerta scelta, gli eventuali servizi aggiuntivi e gli eventuali apparati acquistati o a noleggio (vedi il modem). Questo vale a maggior ragione quando una di queste voci comporta un costo.

“Utenti non possono essere costretti a noleggio modem”

Relativamente alla voce specifica del modem, esiste una Regolamento Ue del 2016 che stabilisce, fra le altre cose,  che “le compagnie telefoniche non possono rendere il modem a noleggio obbligatorio e devono lasciare i consumatori liberi di scegliere se optare per il noleggio o acquisto del modem in autonomia”. Chiarito ciò, concretamente in Italia, le compagnie per le offerte Adsl, non prevedono l’obbligatorietà del modem a loro marchio ma lasciano libertà di scelta al cliente; per le offerte in fibra, le compagnie telefoniche possono ancora, invece, richiedere l’attivazione del modem in comodato d’uso perché tali dispositivi sarebbero indispensabili per l’uso del servizio stesso e per avere anche la possibilità di richiedere assistenza per qualsiasi evenienza o problema. Sembrerebbe, quindi, che in Italia, non si sia ancora recepita appieno questa libertà di scelta per il consumatore.

Agli operatori fa comodo “controllare” il traffico

Ciò è anche facilmente spiegabile: agli operatori fa comodo “controllare” gli apparati usati dai loro clienti, così da poter gestire aggiornamenti e anche attivare servizi aggiuntivi, oltre chiaramente ai costi di noleggio/ acquisto che caricano in fattura e che vincolano il cliente per 24/30 mesi, costi molto più alti di quelli di mercato e giustificati da una presunta assistenza che viene fornita in caso di guasto. Ad ogni cambio di gestore, l’utente è quindi costretto a cambiare modem a rifare tutte le configurazioni e ad iniziare a pagare nuovamente, oltre ad eventuali rate residue da corrispondere al precedente gestore.

Tutto ciò limita enormemente la libertà di scelta degli utenti e quindi la libera concorrenza, anche se i gestori si giustificano in vario modo, sostenendo di rispettare il regolamento europeo e che il ricorso al proprio modem è indispensabile per i servizi particolari che offrono ma, far passare ancora oggi, come servizi particolari i servizi Voip, è veramente poco accettabile, considerando che oramai si sta andando esclusivamente su soluzioni di comunicazioni Voip. Infine, il governo, lo scorso anno, ha deciso che sarà l’Agcom a vigilare e che sarà la stessa Autority ad avere potere di sanzionare chi non si adegua: purtroppo la situazione reale  è ancora lontana da quanto stabilito.

Il caso di Mirko: “Richieda la registrazione e se non c’è menzione al modem chieda la rescissione”

Per la questione relativa al Sig. Becucci, di sicuro ha ricevuto e sta utilizzando un modem, che ha un costo che va pagato a rate mensilmente in fattura, il problema è che chi ha proposto il contratto, ha evidentemente omesso di specificarne tutti gli aspetti e tutti i costi. Quello che fa fede e che ha valore, è quanto contenuto e detto durante la registrazione vocale, perché ciò che si è accettato con i vari consensi espressi, è stato “acquistato”.

Alla luce di quanto detto, suggerisco al Sig. Becucci, di richiedere copia della registrazione effettuata; Tim addirittura avrebbe dovuto già fornire fin da subito un codice della registrazione fatta, registrazione che dovrebbe anche essere disponibile nella propria area clienti, se ci si è iscritti sul sito di Tim. Comunque, essendo un suo diritto averla, può semplicemente richiederla e farsela inviare al suo indirizzo mail. Se nella registrazione non c’è alcuna menzione al modem e al suo costo mensile, visto anche quanto sopra specificato, allora si può recedere dal contratto, contestando l’inserimento di un apparato non richiesto e contestualmente richiedendo il rimborso delle rate già pagate; se invece fosse stato menzionato tale aspetto, non sarà possibile contestare nulla.