“La registrazione vocale? Cancellata”. La tattica di Tim per confonderci

Caro Salvagente, ho ricevuto dalla Cerved di Vollorba (TV) una fattura non pagata della Tim di 288.50 euro che io non voglio pagare perché relativa a un modem che mi avevano assicurato essere gratuito quando ho stipulato al telefono il contratto. Avevo chiesto le registrazioni delle telefonate delle 2 interviste (me ne avevano mandato 2 modem per errore), e mi hanno risposto che le telefonate loro le cancellano.

Giovanni Pettina

Caro Giovanni, quella che ci segnala è una pratica scorretta che è tutt’altro che infrequente. Anzi con ogni probabilità le scorrettezze di Tim in questi casi sono diverse. Vediamole in dettaglio con l’aiuto di Valentina Masciari, responsabile utenze dell’associazione dei consumaroti Konsumer Italia.

Quando viene fatta la proposizione commerciale di un nuovo contratto, ex novo o per cambio offerta, sembra che vengano scientemente omessi alcuni aspetti, per far sì che il malcapitato cliente o potenziale tale, si convinca più facilmente a concludere l’accordo. Nella fase precedente la registrazione del contratto vera e propria, infatti, gli operatori prospettano una serie di vantaggi che, stranamente, vengono omessi durante la registrazione.

Ho notato, che nella maggior parte dei casi, si rimane legati a quanto discusso prima e si dà il proprio assenso a qualcosa che invece è diverso o comunque tralascia alcuni aspetti.

Sono pressoché sicura che durante la registrazione non sia stato fatto alcun accenno al modem e alla sua modalità di pagamento, anche se  quando si contesta il fatto, il gestore, in tal caso TIM, si giustifica nei modi più vari, tipo che era incluso nell’offerta commerciale…

Comunque, le regole stabilite dal Codice del Consumo per la validità dei Vocal Order, stabiliscono che  vada inviato al termine della registrazione il contratto cartaceo da visionare e su cui dare l’assenso, a meno che  durante la registrazione non venga chiesto all’interessato se il contratto si può considerare perfezionato con la registrazione e quindi rinunciare ad avere un cartaceo.

Attenzione, perché tale passaggio è obbligatorio e potrebbe invalidare la registrazione stessa se non effettuato.

Ancora, al cliente, in fase di chiusura chiamata, deve essere fornito un codice del vocal order, tramite il quale andando sulla propria area riservata del sito, previa registrazione, si può scaricare e riascoltare il file audio.

Questo in teoria… in pratica, seguendo tale procedura, si verifica quasi sempre un errore che non consente alcun accesso alla registrazione. La stessa, però può essere richiesta anche tramite fax, allegando il proprio documento di identità.

Per certo, soprattutto con TIM, non si riesce ad avere quasi mai una registrazione vocale, fatto alquanto strano che lascia pensare ad una politica mirata in tal senso.

Sui tempi di conservazione di tali supporti, nulla è specificato nelle documentazioni contrattuali ma a prescindere, questo tipo di risposta, cioè la cancellazione dei file, si ritrova sia se la richiesta si attua dopo qualche mese, sia dopo qualche anno.

La questione è anche, a quanto capisco, che il sig. Giovanni, non ha contestato subito l’aspetto del modem, perché credo che in fattura ci fossero fin dall’inizio delle rate da pagare mensilmente, quindi da subito si sarebbe dovuto rendere conto del problema.

Se invece non avesse avuto, fino al momento della chiusura, alcun addebito per l’apparato, allora può più facilmente giustificare le mancate contestazioni.

Considerando la situazione, il lettore ha come unica strada l’avvio di un tentativo di conciliazione, partendo dai reclami già fatti. Dovrà evidenziare la mancanza di un cartaceo e quindi sostenere che l’apparato gli è stato prospettato come gratuito.

Andrà inoltre informato anche il recupero crediti esterno dell’avvio della conciliazione, così da far bloccare qualunque richiesta di eventuali somme in loro gestione.