Miti alimentari: siesta o sport, cosa è meglio dopo un pranzo estivo?

L’appuntamento di questa settimana della nostra rubrica curata dal professor Alberto Ritieni è dedicata al dopo pranzo e ci aiuta a sfatare tutte le false credenze che circolano sulla digestione.

Bere vino fa buon sangue e per giunta contiene il famoso resveratrolo che ci aiuta a difenderci dai radicali liberi

FALSO Il colore del vino, specie quello rosso, porta a pensare che bevendone lo si traferisca tal quale al nostro sangue, ma non è così. Anzi consumarne troppo può originare delle latenti forme di anemia. Il ferro che introduciamo e che rende il sangue rosso è meglio che provenga da altre fonti ad esempio la curcuma che ne ha 80 volte più del vino oppure il cioccolato fondente che ne possiede 36 volte di più. Invece, il vino, per il ferro che apporta, è paragonabile al purè di patata oppure al mais dolce eppure volendo trovargli una ragione d’amore si dice che fa buon sangue. A salvare salutisticamente il vino è apparsa all’orizzonte qualche anno fa, la ciambella di salvataggio del resveratrolo. Una molecola dalle mille virtù che aiuta il cuore, che riduce i casi di cancro al colon etc. Tutte queste prove sono ricavate da studi su animali e che in parte sono considerate insufficienti come prove scientifiche. Il resveratrolo è presente nelle bucce, quindi i vini bianchi e i rosè sono poco utili, ma anche la quantità presente nei rossi è tale che occorrerebbe bere litri di vino al giorno. Infine, il resveratrolo “coabita” nel vino con l’alcool che è un potente agente cancerogeno come dichiarato dalla Iarc. Dunque non è la strada migliore quella di bere senza misura per prevenire, ma bere in modo consapevole e con qualità fornisce dei vantaggi che non sono rappresentati dal semplice resveratrolo, ma anche da altri aspetti sia salutistici che sociali.

A fine cena un amaro oppure un superalcolico mi aiuterà a digerire meglio…..

FALSO Questa credenza ha le sue radici nei famosi amari dei frati o dei conventi che preparavano dei prodotti a partire da particolari erbe, centerbe etc. In questi e altri preparati alla base c’è alcool per estrarre i principi spesso amari delle erbe che aiuta a digerire dei pasti molto ricchi e grassi. La visione era di indurre a riversare bile dal fegato per aiutare a digerire i piatti superpesanti e facilitare la loro pesante digestione. In effetti, è però noto che l’alcool rallenta la digestione, è anche infiammatorio per lo stomaco che a fine pranzo lavora a pieno regime e lo è anche per il fegato che sta facendo gli straordinari per aiutarci a superare il pranzo o la cena. Bere un prodotto superalcolico, fatto con la migliore scelta di erbe e soprattutto con le migliori intenzioni, non sempre gioverà al nostro corpo. Allora qual è la soluzione ? Intanto, fare pasti equilibrati e più adatti al nostro metabolismo, un organismo giovane e sano può permettersi maggiori licenze e possiamo scegliamo di bere gli alcolici in modo misurato e sempre di gran qualità. Alla fine se appare sulla tavola una grappa, o un super amaro possiamo pensarci sopra e se valutiamo bene il tutto, ovvero il pranzo appena fatto, le nostre forze e il già bevuto, possiamo decidere in piena consapevolezza cosa fare.

Appena dopo mangiato preferisco restare sveglio ed evitare di fare subito delle attività sportive troppo impegnative

VERO Per molti fare dello sport anche impegnativo dopo pranzo è una buona cosa “così si bruciano gli eccessi”, invece farlo subito significa correre il rischio di avere un reflusso acido dallo stomaco con una digestione più difficile e un senso di bruciore poco gradevole. Il consiglio migliore è di aspettare almeno 10-15 minuti per far quantomeno avviare i processi digestivi e poi fare una passeggiata che ci rilassi e aiuti certamente a digerire meglio. Il dormire appena dopo pranzo, la famosa “pennichella” il cui nome deriva dall’oscillazione del capo a destra e a sinistra fingendo una nostra resistenza a cadere in braccio a Morfeo, non è il massimo come attività da scegliere per un dopopranzo. Questo perché il pisolino rallenta la digestione sia per la posizione seduta o distesa che ostacola la discesa del cibo per gravità nel percorso gastro-intestinale, sia perché l’intero organismo rallenta le sua attività metaboliche e rende la digestione più lenta del normale. Infatti, il massimo del flusso sanguigno viene indirizzato ai muscoli, sottraendo portata sanguigna allo stomaco che rallenterà per forza l’assorbimento e la digestione. La scelta può essere di mangiare dei carboidrati, la pasta come sempre è la scelta regina, perché più facile e veloce da assorbire, senza però eccedere nel condimento, oppure dei light lunch e, comunque, attendere “svegli” una ventina di minuti per iniziare a passeggiare concedendoci il giusto rilassamento è sempre auspicabile.

Dopo pranzo una sigaretta col caffè è la scelta più soddisfacente

FALSO Il fumare appena dopo pranzo non è da consigliare, già il solo fumare è da considerarsi un inutile rischio per la nostra salute, ma dopo pranzo alcuni studiosi parlano di una serie di danni da fumo molto più importanti rispetto a quelli della sigaretta fumata lontano dai pasti. Gli effetti negativi si moltiplicano e altri studi hanno dimostrato che la nicotina, oltre ai suoi effetti e a tutte le molecole cancerogene con cui si accompagna, riduce l’assorbimento di vitamine e di sali minerali utili al nostro corpo. Se si desidera fumare, anche senza indossare lo “smoking”, vale la pena di assaporate il pranzo ancora per un quarto d’ora e nel concedersi una sigaretta va ricordato che il fumo modifica il gusto. Questo può provocare uno scambio di opinioni sul pranzo appena finito fra due commensali che sembrano abbiano mangiato cose diverse tanto che il sapore dei cibi è stato modificato dal fumo. Infine, se pensate che una elegante gomma da masticare, usata come succedanea del dentifricio o come rinfrescante per l’alito o come anti-nicotina, aiuti: vi sbagliate. L’abitudine del masticare dei chewing gum porta a ingoiare dell’inutile aria che arrivata nello stomaco può rallentare e, talvolta anche interferire con i processi digestivi.