Una tisana digestiva contro le abbuffate? Ecco come sceglierla

TISANA

Non c’è pranzo o cena abbondante che si rispetti che non finisca, almeno per alcuni di noi, con una tisana digestiva. A lei, scegliendo accuratamente le erbe e gli ingredienti, deleghiamo il gravoso compito di farci sentire un po’ meglio dopo un’abbuffata. Una fiducia eccessiva?

Abbiamo raccolto quello che negli anni ci ha indicato il compianto professor Alberto Ritieni per capirne un po’ di più.

Decotti e infusi hanno davvero funzione detox?

Le tisane, che sono chiamate così perché significano letteralmente ti-sana, possono aiutare nel disintossicarci dalle feste dove abbiamo spesso abusato in quantità e talvolta sacrificato la qualità delle cene e dei cenoni in cambio di tanta socializzazione e di puro edonismo. Le tisane sono dei prodotti erboristici che si basano su acqua e l’uso di piante officinali e fino a un centinaio di anni fa erano il principale mezzo per ottenere un determinato effetto curativo. Ancora oggi nelle comunità rurali sono considerate un ottimo rimedio naturale che collega la natura alla nuova visione della nutraceutica. Fare una tisana non è cosa da tutti perché non è come si può pensare una semplice bevanda calda, ma è una vera e propria preparazione erboristica in cui i principi curativi, contenuti nelle piante essiccate, sono estratti con acqua calda. Le varie erbe si associano in base al gusto e seguendo un preciso schema per avere gli effetti desiderati e più utili.

Una tisana vale l’altra?

No Per preparare una tisana che sia terapeutica e anche buona, vanno considerati vari aspetti. Ad esempio, non si possono estrarre insieme parti disomogenee di piante diverse (es foglie e fiori sono perfetti, ma associare le foglie alle radici non è possibile perché richiedono tempi e modi diversi di trattamento). Bisogna anche considerare che piante differenti possono avere dei gusti complementari, ma possono dare anche degli effetti opposti il che si traduce in una riduzione delle loro potenzialità curative. Quindi le varie piante vanno associate fra loro con giudizio, in questo caso il farmacista o la figura dell’erborista sono di grande aiuto, e si avranno gli effetti desiderati. In poche parole, una buona tisana non è equivalente a un minestrone dove quello che aggiungo lo ritrovo nel mio piatto e potrà solo essere positivo, di solito si cerca di non superare il numero di 6 piante altrimenti anche il migliore dei professionisti non può assicurare gli effetti attesi per le tante interazioni che si verrebbero a creare.

Decotto o infuso?

Dipende. Pur esistendo quattro metodi di preparazione a partire dal mondo vegetale, i più conosciuti e quelli maggiormente utilizzati sono il decotto e l’infuso che però si preparano in modo diverso. L’infuso si ottiene versando dell’acqua bollente su piante essiccate e triturate e lasciando riposare il tutto per 5-30 minuti. Una volta fatto l’infuso è bene però consumarlo velocemente per non perdere i benefici estratti dalle piante perché spesso questi principi attivi sono poco resistenti. Di solito l’infuso è prodotto a partire da fiori e da foglie, vedi il te ad esempio, che possono essere combinate in maniera personalizzata. Nel caso del decotto si usano invece le parti più dure delle piante come semi, radici o anche le foglie coriacee (limone o alloro ad esempio). In questo caso le erbe essiccate si mettono in acqua fredda e il tutto si porta fino a bollitura per un massimo di 10 minuti a cui segue sempre un periodo di riposo a fuoco spento di 10-15 minuti. Quello che si ottiene si filtra con un colino; il decotto, al contrario dell’infuso, si può consumare anche freddo e, se viene conservato in frigo, può durare anche un paio di giorni dopo la sua preparazione.

Con o senza zuccheri?

Senza. Zuccherare o peggio ancora dolcificare una tisana, un decotto o un infuso, con dello zucchero o addirittura dei dolcificanti non è la scelta migliore. Il migliore compromesso è di dolcificare con del buon miele di alta qualità se è possibile, che oltretutto aggiunge ulteriori composti attivi. Se, comunque, il gusto vi sembrerà ancora troppo sgradevole, la soluzione è di far aggiungere delle erbe correttrici come  la menta per gli infusi o la liquirizia nei decotti che migliorano la preparazione dal punto di vista sensoriale senza modificare gli effetti disintossicanti o energizzanti che ci aspettiamo dalla tisana che ci apprestiamo a gustare. Per la questione delle coccole, vale la pena ricordare che se sorseggiato con la persona giusta anche un semplice bicchiere di acqua assume delle notevoli funzioni terapeutiche.

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