Riso e pesticidi, dopo il nostro test Busto (M5S): “Servono più controlli”

Il deputato grillino Mirko Busto rilancia i risultati del test condotto dal Salvagente su 18 marche ed evidenza come è importante non abbassare la guardia sui residui dei pesticidi: “In una recente ricerca condotta mensile Il salvagente  si evidenziano residui di tre differenti pesticidi in 5 campioni. Nonostante le concentrazioni rilevate siano al di sotto dei livelli di sicurezza richiesti dalla legge, gli esperti tossicologi consultati dalla rivista affermano che i rischi per la salute diventano rilevanti con l’assimilazione continuativa di queste molecole. Ancora una volta – prosegue in una nota il parlamentare componente Commissione ambiente territorio e lavori pubblici –  ci troviamo davanti alle problematiche legate all’importazione dall’estero di un prodotto, questa volta si tratta di riso, che mette a rischio la nostra salute. Bisogna puntare assolutamente alla definizione del vero Made in Italy per la certezza della qualità di ciò che arriva sulle nostre tavole”.

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“In Italia pochi controlli sulla qualità”

“Come paese l’unica possibilità che abbiamo per tutelare la salute dei cittadini – aggiunge il deputato M5S -è puntare e sostenere la nostra produzione di qualità, caratterizzandoci e distinguendoci, non solo per un prodotto, ma anche per un processo produttivo virtuoso che comprende, il rispetto dell’ambiente, del paesaggio, delle imprese, e della ricca e sana cultura alimentare italiana. Gli accordi dannosi come quello che ha messo in ginocchio il settore del riso italiano, consistenti nell’apertura indiscriminata del mercato alle importazioni di riso da buona parte del sud est asiatico, accompagnato da una esigua quantità di controlli sulla qualità, non fanno altro che obbligarci ad una competizione al ribasso dalla quale noi non potremo mai uscire vincitori, ma doppiamente sconfitti per la salute e per l’economia.

Dobbiamo – conclude Busto – lavorare per fermare questa tendenza assurda al ribasso, lottando per dare riconoscimento e distinguibilità alle nostre produzioni, con una vera etichettatura d’origine oltre che con una politica forte e determinante, questo, nell’interesse collettivo di produttori e consumatori, tracciando insieme una strada  per il futuro“.