Bollette a 30 giorni truccate, facciamo i conti di quanto perdiamo

Due esposti all’Agcom e  all’Antitrust contro Vodafone e Tim per il passaggio dalla fatturazione a 28 giorni a quella mensile. Uno l’ha presentato l’Unione nazionale consumatori l’altro il Partito Democratico cui va dato il merito di aver presentato l’emendamento che ha di fatto obbligato le compagnie telefoniche al cambio di rotta. Entrambi denunciano l’aumento dell’8,6% dei costi dei pacchetti mensili e – questo vale solo per Vodafone – la diminuzione complessiva dei giga e dei minuti di conversazione.

Vodafone: stesso costo meno giga

Nel suo esposto, l’Unc , infatti, oltre all’aumento dell’8,6% condivide quanto Il Salvagente ha scoperto ieri. Ovvero, a parità di costi annuali diminuisce la quantità di giga e minuti di conversazione che Vodafone mette a disposizione dei suoi clienti.  Le offerte del gestore, infatti, si rinnoveranno 12 volte l’anno (ogni mese) anziché 13. E questo, abbiamo scoperto, nasconde un trucco a tutto svantaggio degli utenti: meno giga, meno minuti, meno Sms. Per fare un esempio. Attualmente Vodafone offre un pacchetto che comprende 5 giga e 1.000 minuti di conversazione ogni 4 settimane: questo significa che in un anno il cliente ha 65 giga e 13.000 minuti (con la bolletta a 28 giorni). Tornando alla fatturazione
mensile, i rinnovi saranno 12 e dunque i giga in totale saranno 60 e i minuti di
conversazione 12.000. A conti fatti, avremmo perso 5 giga e 1000 minuti ma
pagheremo lo stesso costo annuo. Tim, invece, ha annunciato che riparametrerà le soglie previste dalle proprie offerte, innalzandole in modo proporzionale. WindTre e Fastweb non hanno ancora comunicato chiaramente le loro intenzioni e on via preventive l’Unc le diffida ad essere maggiormente trasparenti nei confronti dei clienti.

L’esposto del Pd: le compagnie fanno cartello

Anche i parlamentari del Partito democratico sono intervenuti nella questione. Secondo i parlamentari Alessia Morani, Simona Malpezzi, Stefano Esposito e Alessia Rotta le maggiori società di telefonia avrebbero aumentato le tariffe per non perdere i maggiori guadagni che gli erano derivati dall‘introduzione della fatturazione a 28 giorni, una modalità che su base annua valeva una mensilità in più. Questo tipo di cadenza è stata vietata da una recente legge.

Le compagnie telefoniche stanno “continuando a fare cartello per provare a giustificare un incredibile aumento delle tariffe dell‘8,6% che avevano mascherato con il trucchetto delle fatture a 4 settimane. Una legge approvata dal Parlamento obbliga le società a tornare alla fatturazione mensile e le compagnie stanno inviando agli utenti una comunicazione che punta a strumentalizzare la novità legislativa allo scopo di coprire, per la seconda volta, l‘aumento delle tariffe”, si legge nel comunicato diffuso dal partito.