Ora anche il Canada lo ammette: nel 30% del grano c’è glifosato

Un campione su tre con residui di glifosato. La campagna di test fatta dalle autorità canadesi mostra, se ce ne fosse ancora bisogno, come il pesticida più utilizzato al mondo sia tutt’altro che poco persistente e finisca negli alimenti che consumiamo.

È questo il risultato delle analisi ufficiale relative al 2016 appena divulgato dall’Agenzia canadese di ispezione degli alimenti.

In dettaglio i risultati mostrano come il 7,3% della frutta e dei vegetali freschi presentino residui di glifosato, sebbene entro i limiti e il 12,1% di quelli trasformati facciano rivelare tracce del pesticida.

Grano da brividi

Uno dei dati più impressionanti è quello ottenuto dai controlli sul grano, utilizzato anche da molte aziende italiane per produrre la pasta: il 36,6% di campioni hanno fatto registrare la presenza di glifosato e il 3,9% addirittura sopra i limiti di legge che in Canada è di 5 ppm.

In cima alla lista dei vegetali “avvelenati” da residui di erbicida, fagioli, piselli e lenticchie con il 47,4% di positivi ma appena lo 0,6% oltre i limiti di legge.

Baby food, uno su tre è contaminato

E nei prodotti finiti? Il glifosato non manca davvero. Soprattutto in quelli destinati ai

La copertina del numero del Salvagente in cui abbiamo presentato le analisi sui prodotti italiani a caccia di glifosato

bambini: nei cereali destinati a loro se ne trova nel 31,7% dei casi, negli alimenti per la prima infanzia nel 30,7% . Altro che roulette russa, come l’avevamo definita quando abbiamo esaminato la pasta e i prodotti per la prima colazione italiani: in Canada le probabilità di trovarsi glifosato nel piatto salgono pericolosamente.

Cancelliamolo da ogni piatto

Una firma per chiedere all’Europa che non autorizzi nuovamente il pesticida, prodotto soprattutto dalla Monsanto. Firmatela qui.

C’è da ricordare che il glifosato è stato riconosciuto come potenziale cancerogeno dall’analisi fino a oggi più completa mai realizzata, quella della Iarc, l’Agenzia di ricerca sul cancro dell’Oms. E che se finalmente fosse riconosciuto come tale anche dalla (troppo) tiepida Europa, non se ne dovrebbe trovare neppure una traccia negli alimenti.

Anche per questo molte associazioni europee (tra le quali il Salvagente) hanno dato vita a una Ice (una petizione ufficiale) per chiedere alla Ue di dare uno stop definitivo a questo pesticida. Una petizione che in Italia deve ancora raggiungere il traguardo di firme necessarie per produrre i suoi effetti. Dunque non resta che invitare i nostri lettori a firmare. Subito.