Coldiretti replica a Barilla: “La nuova etichetta premia la trasparenza”

Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere la presa di posizione di Barilla che si è schierata contro lo schema di decreto interministeriale che prevede l’indicazione dell’origine del grano in etichetta. A difendere quel provvedimento – giunto a Bruxelles per l’approvazione europea – oggi è scesa in campo Coldiretti: “L’etichettatura di origine obbligatoria per il grano usato per produrre la pasta risponde all’ esigenza di smascherare l’inganno del prodotto estero spacciato per italiano in una situazione in cui un pacco di pasta su tre contiene grano straniero senza che i consumatori possano saperlo” spiega Roberto Moncalvo.

Provvedimento salva trasparenza (e aziende)

Quello contestato da Barilla, è un provvedimento fortemente voluto da Coldiretti “per garantire maggiore trasparenza negli acquisti e fermare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione”, ha affermato Moncalvo. In pericolo – precisa Moncalvo – non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy”.

Italia produce 4,9 mln di tonnellate di grano duro

A chi sostiene che il nostro Paese non è autosufficiente quando si parla di fabbisogno di grano, Coldiretti ricorda che l’Italia è il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta con 4,9 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano il 42% della produzione nazionale, seguite dalle Marche. Nonostante ciò sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero in un anno senza che questo venga reso noto ai consumatori in etichetta.

Gli italiani vogliono sapere

Tra l’altro – aggiunge l’associazione – il provvedimento piace agli italiani. Dalla consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal Ministero delle Politiche Agricole, è emerso che l’81 % dei consumatori italiani ritiene che la mancanza di etichettatura di origine nella pasta possa essere ingannevole.