Bollette a 28 giorni, la rabbia dei clienti Tim: “In conciliazione per il rimborso? Falso!”

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“Non riesco a capire come lo Stato permetta certe forme furbette, messe in campo per non restituire i soldi ai consumatori”. È infuriato Alessandro Bonora, uno dei lettori del Salvagente che stanno segnalando quella che ritengono essere una mossa scorretta da parte di Tim nella comunicazione relativa alle compensazioni per le bollette a 28 giorni.
Com’è noto ormai ai nostri lettori, l’Autorità delle comunicazioni ha imposto alle maggiori compagnie telefoniche di restituire i soldi ingiustamente sottratti ai loro clienti (pari all’8,3% in più) introducendo la tredicesima bolletta annua dal giugno 2017 alla primavera 2018. Come già raccontato dal Salvagente, in attesa che il Consiglio di Stato il prossimo 4 luglio si esprime nel merito della sentenza che ha respinto la richiesta di sospensione della misura da parte degli operatori, questi ultimi hanno avviato una politica di offerte alternative allo sconto direttamente in bolletta.

La comunicazione in bolletta

Nel caso di Tim, alcuni clienti si sono lamentati della comunicazione ricevuta. Tra questi, Alessandro Bonora: “Due giorni fa ho ricevuto la bolletta di Tim, dove sulla pagina delle comunicazioni trovo che Tim mi fa una proposta per i clienti a rete fissa per la fatturazione delle bollette a 28 giorni ( AGCom n.269/18/cons). In pratica mi dice che fino al 31 ottobre 2019 posso attivare una promozione a mia scelta fra : Tim vision, Chi è, Extra voice, Voce internazionale, Max speed. La scelta di una di queste voci compensa i soldi che dovrei avere indietro a causa delle fatturazioni a 28 giorni”. E fino a qui la compagnia si comporta come Wind Tre, Fastweb, e Vodafone.

“Rivolgersi ai canali conciliativi”

“Altrimenti – continua Alessandro – se io voglio i soldi indietro devo fare la richiesta di restituzione dei giorni erosi con la fatturazione a 28 giorni attraverso ‘i consueti canali conciliativi’. Ho chiamato il 187 per sapere quali sono i canali conciliativi, pensavo si trattasse di una raccomandata ( anche se questa oggi ha il suo costo ), ma l’operatore mi ha detto che mi devo rivolgermi a una associazione dei consumatori per poter avere i miei diritti! Ma per fare richiesta di avere i soldi indietro tramite una associazione di consumatori bisogna essere iscritti e anche questo ha un costo. Morale della favola, sarò becco e bastonato!” si sfoga amareggiato il nostro lettore, che aggiunge: “Non riesco a capire come lo Stato permetta certe forme furbette , messe in campo per non restituire i soldi ai consumatori. Da oggi comincerò a valutare la possibilità di cambiare con un altro gestore”.

Falso, i rimborsi saranno automatici!

Al nostro lettore e agli altri che ci hanno segnalato la comunicazione di Tim, consigliamo al contrario di non cambiare operatore, almeno per il momento. Non solo perché le modalità di restituzione dei giorni erosi in bolletta per chi nel frattempo ha cambiato compagnia non sono ancora chiari e bisognerà aspettare ottobre per saperne qualcosa in più, ma per un altro motivo: sul punto dei rimborsi l’Agcom è stata chiara in più occasioni. Per chi non accetterà le offerte compensative, che sono sempre opzionali e mai obbligatorie, il rimborso deve avvenire in bolletta sotto forma di sconto. E la prima bolletta utile dovrebbe essere la prima ad essere emessa dopo il pronunciamento del 4 luglio da parte del Consiglio di Stato. Vale la pena aspettare, anche per non darla vinta a Tim che in questo caso si è comportata in modo furbo con i suoi clienti.