
La colorazione dell’uovo è una degli appuntamenti pasquali più gettonati per i bambini e non solo. Vediamo quali accortezze usare in cucina e nella scelta delle tinture per garantire anche la sicurezza alimentare
Tra gli appuntamenti pasquali imperdibili per grandi e piccini, la colorazione delle uova sode ha bisogno che vengano rispettate una serie di accortezze per rendere il gioco sicuro anche dal punto di vista alimentare.
La cottura e la conservazione
Partiamo dalla preparazione. Come si cuoce l’uovo per renderlo sodo? Ci vogliono tra gli 8 e i 10 minuti in acqua bollente per raggiungere la consistenza necessaria. Questi tempi di bollitura sono i soli in grado di eliminare l’eventuale presenza del batterio salmonella.
Dopodiché l’uovo va messo in frigo entro 2 ore dalla cottura e consumato entro 7 giorni. Se l’uovo va consumato a stretto giro, occorre farlo raffreddare comunque bene prima di procedere a togliere il guscio.
Una domanda ricorrente: il mio uovo sodo ha una colorazione grigio-bluastra attorno al tuorlo? È sicuro? Posso mangiarlo? Ci risponde il nostro Dario Vista, nutrizionista e tecnologo alimentare: “Sì è commestibile. Quella colorazione è il risultato, ad alte temperature per tempi prolungati, dell’incontro dello zolfo dell’albume con il ferro del tuorlo per fare il solfuro di ferro che è commestibile e ha il tipico odore di uovo sodo”.
La colorazione delle uova sode
Veniamo alla colorazione. La cottura prolungata rende la superficie porosa permeabile ad agenti esterni. Contaminanti e colori inclusi. Per questo occorre usare tinture naturali (disco rosso per le tempere normalmente usate per la scuola) e se si usano colori alimentari occorre stare attenti a non usare quelli che contengono coloranti dannosi per i bambini, come i cosiddetti 6 di Southampton capaci di stimolare iperattività nei più giovani se interagiscono con bevande gasate. I 6 additivi coloranti in questione e riportati in etichetta con la relativa sigla iniziale E e il corrispondente numero sono:
- Tartrazina (E102)
- Giallo di chinolina (E104)
- Giallo tramonto FCF (E110)
- Carmoisina (E122)
- Ponceau 4R (E124)
- Rosso Allura AC (E129)
Dunque qualora si utilizzino coloranti alimentari di sintesi bisogna escludere quelli che impiegano questi additivi.
Come procedere allora alla colorazione delle uova sode? Riportiamo il parere del professor Antonello Paparella, microbiologo alimentare e preside della Facoltà di Scienze e tecnologie alimentari all’Università di Teramo, che in un’intervista a Help Consumatori nel 2018 rispondeva: “In linea di massima, soprattutto per i bambini, è meglio evitare l’uso di coloranti di sintesi. È possibile che il colorante attraversi il guscio dell’uovo e lasci tracce sull’albume solidificato. Ciò può non rappresentare un problema se la colorazione è stata effettuata con coloranti approvati per l’uso alimentare (il riferimento è ai 6 di Southampton, ndr), con le limitazioni legate ad alcuni specifici coloranti non adatti al consumatore in età scolare”.








