

Internazionale dedica molte pagine al racconto della storia di Camacho, noi saremo più brevi dicendovi che alla fine Camacho ha cambiato strategia e ha abbandonato l’ossessione per le calorie. Al suo posto è subentrata la scelta di alimentarsi con prodotti sani e naturali. Questa sarà la vera svolta: Camacho perderà finalmente peso.
Perché allora nutrizionisti e dietologi continuano a tediarci con questa storia delle calorie? Impossibile rispondere, tuttavia Internazionale ci spiega perché la conta delle calorie è inefficace. Innanzitutto – scrive Internazionale – il conteggio delle calorie si basa sulla quantità di calorie prodotta da un alimento quando brucia in un forno. Ma il corpo umano è più complesso di un forno. Quando il cibo è bruciato in un laboratorio rilascia le calorie nel giro di pochi secondi. Nella vita reale, invece, il viaggio dal piatto al gabinetto in media dura quasi un girono, ma può variare da 8 a 80 ore a seconda dell’individuo.
in secondo luogo, spesso si ignora che la quantità di energia che assorbiamo dal cibo dipende da come lo prepariamo. Affettare e macinare gli alimenti riduce il lavoro della digestione rendendo disponili al corpo più calorie. L’effetto si amplifica quando aggiungiamo il calore: le calorie digeribili della carne aumentano del 15 per cento con la cottura, quelle delle patate dolci del 40 per cento.
Infine, il contenuto calorico di prodotti a base di carboidrati come riso, pasta, pane e patate si può ridurre cuocendoli, raffreddandoli e scaldandoli di nuovo. Quando si raffreddano, le molecole di amido formano nuove strutture che sono più difficili da digerire. Si assorbono meno calorie mangiando n toast freddo o gli spaghetti avanzati.









