“Studi opachi”: Mars lascia la lobby delle multinazionali del cibo

salmonella

Il produttore di M & Ms e Mars annuncia l’uscita, entro la fine del 2018, dalla maggiore lobby alimentare per aumentare la fiducia e la trasparenza nel rapporto con i consumatori. L’Ilsi, riunisce le maggiori sigle del settore, tra cui Nestlé, Unilever, Coca-cola, Pepsico e Dupont. La ragione è la volontà di non venire più criticate per studi finanziati dall’Ilsi e accusati di conflitto d’interesse.

Lo studio sullo zucchero criticato

 

 

Nel 2016, il gruppo di lobby con base a Washington ha pubblicato una recensione scientifica, secondo cui le evidenze a favore delle linee guida che raccomandano di limitare lo zucchero nella dieta, erano di “bassa qualità” e non soddisfacevano i criteri necessari di credibilità. Mars aveva criticato lo studio, ma era rimasta dentro l’Ilsi, ma adesso ha deciso di fare un passo avanti.

 

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La risposta di Ilsi: C’eravate anche voi

Come riporta FoodNavigator, Eric Hentges, direttore esecutivo di Ilsi North America, ha dichiarato di essere rimasto deluso dalla notizia. In precedenza, esponenti di Mars hanno ricoperto posizioni di vertice presso l’Ilsi, tra cui presidente e consigliere. “Lo staff di Mars ha fornito una significativa leadership nella nostra organizzazione ed è stato ampiamente coinvolto nello sviluppo di programmi di ricerca scientifica, di cui Berninger sembra non essere a conoscenza “, ha detto Hentges a FoodNavigator, aggiungendo: “La miriade di scienziati accademici, governativi e del settore che compongono la famiglia ILSI non avrebbe contribuito ai nostri 40 anni di successo se non avessero creduto nella nostra integrità”.

Il plauso delle Ong

Martin Pigeon, ricercatore e attivista presso l’osservatorio del settore non profit Corporate Europe Observatory (CEO), ha dichiarato: “Con la decisione di lasciare Ilsi, e il riconoscimento pubblico che il lavoro della stessa è più un’azione di lobby aziendale che scientifico, Mars ci dice veramente come stanno le cose”. Anche Camille Perrin, Senior Food Policy Officer presso l’Associazione europea dei diritti dei consumatori BEUC, ha accolto favorevolmente l’annuncio. “Le prove dimostrano che la ricerca sponsorizzata dall’industria spesso favorisce gli interessi dello sponsor, sia in base alla progettazione che a causa di errori di pubblicazione. Il coinvolgimento dell’industria nelle attività di ricerca deve essere completamente trasparente”.