
Un test condotto dalla rivista svizzera K-Tipp su 14 modelli di occhiali da sole rivela alcuni difetti inattesi come differenze tra le lenti, perdita di efficacia nel tempo e resistenza ai graffi. Bocciati Lidl e H&M, vengono promossi Polaroid e Ray-ban. Decathlon si ferma a metà classifica
Quando acquistiamo un paio di occhiali da sole, spesso ci fidiamo di marca e prezzo pensando che garantiscano automaticamente una migliore protezione dai raggi UV e una maggiore qualità. Ma non è sempre così. Un test condotto dalla rivista svizzera K-Tipp su 14 modelli sportivi rivela che alcuni marchi più blasonati presentano difetti inattesi come differenze tra le lenti, perdita di efficacia nel tempo e resistenza ai graffi. Bocciati Lidl e H&M, vengono promossi Polaroid e Ray-ban. Decathlon si ferma a metà classifica.
Come sono stati testati gli occhiali
Le prove sono state effettuate da un laboratorio tedesco su 14 modelli appartenenti alle categorie di filtro UV 2 e 3. Gli esperti hanno valutato:
- la capacità di bloccare i raggi UV-A e UV-B, sia da nuovi sia dopo l’invecchiamento artificiale;
- la resistenza ai graffi mediante esposizione a sabbia di quarzo;
- la qualità ottica e l’assenza di distorsioni;
- la resistenza agli urti, con la caduta di una sfera metallica da 43 grammi;
- la capacità di distinguere correttamente i colori dei segnali luminosi.
Tutti i modelli hanno superato le prove di sicurezza e di resa cromatica.
Chi vince e chi perde
La sorpresa più negativa riguarda gli occhiali sportivi Crivit di Lidl, pensati per attività all’aperto e ciclismo. Le analisi effettuate da un laboratorio tedesco hanno evidenziato una differenza significativa tra le due lenti: quella sinistra è risultata sensibilmente più scura della destra. Una disomogeneità che, secondo gli esperti, può compromettere la qualità della visione, risultare fastidiosa durante l’uso e, se protratta nel tempo, persino provocare mal di testa.
Tra i prodotti più convenienti spiccano gli occhiali Landi e il modello sportivo Crane di Aldi, venduti entrambi a 4 euro. Hanno dimostrato un’elevata capacità di filtrare i raggi UV, mantenuta anche dopo un invecchiamento accelerato in laboratorio, e una buona uniformità tra le due lenti. Il punto debole è però la resistenza ai graffi. Dopo essere stati sottoposti a una prova con sabbia di quarzo, le lenti hanno mostrato una marcata opacizzazione. Un aspetto da non sottovalutare per chi è solito riporre gli occhiali senza custodia nelle tasche o lasciarli sul cruscotto dell’auto.
A conquistare il primo posto è stato il modello “MC 529 Sun” di Fielmann, venduto a circa 20 euro. Gli esperti ne hanno apprezzato la qualità ottica, l’eccellente protezione dai raggi UV e, soprattutto, la notevole resistenza ai graffi. Anche altri cinque modelli hanno ottenuto giudizi molto positivi, ma a prezzi decisamente più elevati. Il secondo e terzo classificato, Migros Essentials e Reebok, costano circa 40 euro, mentre per i modelli Polaroid e Ray-Ban occorrono rispettivamente 70 e 100 euro. In quest’ultimo caso il laboratorio ha rilevato una lieve differenza di luminosità tra le due lenti, comunque troppo contenuta per influenzare il comfort visivo.
H&M e Six perdono efficacia con il tempo
Un altro aspetto preso in esame riguarda la durata della protezione UV. Tutti i modelli, da nuovi, schermavano efficacemente i raggi ultravioletti. Per simulare l’usura nel tempo, gli occhiali sono stati esposti a 100 ore di luce solare artificiale. I risultati peggiori sono stati registrati per i modelli H&M e Six (quest’ultimo acquistato da C&A), che hanno perso oltre il 10% della loro capacità filtrante. Nel complesso, la riduzione media osservata sugli altri prodotti è stata di circa il 3%, mentre nei migliori modelli è rimasta inferiore all’1%.
Le repliche delle aziende
Lidl ha dichiarato che entrambe le lenti della maschera Crivit sono realizzate con lo stesso materiale e che le differenze riscontrate dal laboratorio “non sono comprensibili”.
Anche H&M e Beeline, azienda che produce il marchio Six, hanno difeso i propri prodotti, sostenendo che i test interni confermano la conformità alle norme del settore.
Alcuni produttori hanno inoltre contestato la severità della prova sulla resistenza ai graffi, ritenendo che l’esposizione a tre chilogrammi di sabbia di quarzo rappresenti una condizione molto più estrema rispetto all’uso quotidiano.
Come scegliere gli occhiali da sole
La categoria del filtro indica il grado di oscuramento delle lenti:
- Categoria 1: lenti leggermente colorate, adatte alle giornate nuvolose;
- Categoria 2: per un uso quotidiano in condizioni di luce normali;
- Categoria 3: ideale per attività all’aperto come ciclismo, trekking o giornate al mare;
- Categoria 4: lenti molto scure per ambienti estremamente luminosi, come ghiacciai o alta montagna, da evitare però alla guida.
Per una protezione efficace è importante scegliere modelli con lenti ampie e verificare che aderiscano bene al viso, limitando l’ingresso della luce dai lati. Infine, per evitare di graffiare le lenti, è consigliabile sciacquare gli occhiali con acqua prima di asciugarli con un panno: eventuali granelli di polvere o sabbia potrebbero infatti danneggiare la superficie.






