
In Francia, la popolare piattaforma di fast fashion Shein è stata multata per non aver rispettato il diritto di recesso e per non aver indicato che i capi sintetici possono disperdere microplastiche nell’ambiente, come previsto dalla legge
In Francia, la popolare piattaforma di fast fashion Shein è stata multata per non aver rispettato il diritto di recesso e per non aver indicato che i capi sintetici possono disperdere microplastiche nell’ambiente, come previsto dalla legge.
Le informazioni obbligatorie assenti nelle conferme d’ordine
La Direzione generale per la concorrenza, gli affari dei consumatori e la lotta alle frodi (Dgccrf) ha comminato la sanzione per non aver incluso nelle conferme d’ordine informazioni obbligatorie, come il prezzo, la data o l’ora di consegna, o informazioni relative all’identità e ai recapiti del venditore, alle garanzie legali o alla possibilità di ricorrere a un mediatore.
Come spiega Que Choisir che riporta la notizia, inoltre, mancavano anche il modulo di recesso e le informazioni relative a tale diritto, “informazioni essenziali affinché i consumatori possano far valere i propri diritti (annullare l’acquisto, richiedere un rimborso) e la loro tutela risulta indebolita in caso di controversia”, secondo la Direzione antifrode.
Le multe: oltre 22 milioni di euro in totale
Infinite Styles Services Co Limited, che gestisce il sito web fr.shein.com, è stata multata per oltre 16,7 milioni di euro, a cui se ne aggiungono altri 5,7 milioni di euro per Infinite Styles Ecommerce Co Limited, la società responsabile della vendita dei prodotti a marchio Shein, per non aver rispettato il diritto di recesso dei clienti e per non aver fornito informazioni sulle caratteristiche ambientali dei suoi prodotti.
L’obbligo sulle microfibre plastiche: una norma solo francese
Shein avrebbe dovuto garantire una migliore tracciabilità dei suoi articoli e, per i prodotti realizzati con oltre il 50% di fibre sintetiche, avrebbe dovuto indicare che “rilasciano microfibre di plastica nell’ambiente quando vengono lavati”, cosa che non ha fatto. Si tratta di un obbligo previsto dalla legge francese, ma non presente né nella normativa comunitaria né in quella italiana.
Non è la prima multa: lo scorso anno 40 milioni per gli sconti falsi
Lo scorso anno, la Dgccrf aveva multato Shein per 40 milioni per aver mentito sull’entità degli sconti annunciati e per non aver dimostrato l’autenticità delle proprie misure di tutela ambientale.









