I metilsilossani: gli inquinanti atmosferici onnipresenti di cui si sa pochissimo

inquinanti

I metilsilossani sono inquinanti siliconici poco conosciuti. Un nuovo studio li ha trovati dalle metropoli brasiliane, alle campagne olandesi, fino alle foreste lituane, e la loro concentrazione nell’aria risulta tra le più alte mai misurate per composti sintetici, molto più elevata di quella dei Pfas e delle microplastiche

 

I ricercatori dell’Università di Utrecht e dell’Università di Groningen hanno identificato livelli sorprendentemente elevati di composti siliconici chiamati metilsilossani nell’atmosfera, rilevati in ambienti molto diversi tra loro: grandi città, zone rurali e foreste. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Atmospheric Chemistry and Physics.

Lo studio

I metilsilossani sono sostanze comunemente presenti in cosmetici, lubrificanti industriali e oli motore. Per anni si era creduto che la loro presenza nell’atmosfera derivasse principalmente dall’evaporazione da prodotti per la cura personale e materiali industriali. Più di recente, tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che navi e veicoli a motore rilasciano una forma diversa di metilsilossani, composta da molecole molto più grandi che non evaporano facilmente. Secondo i ricercatori, più della metà di quelli rilevati nell’aria deriverebbe proprio dalle emissioni del traffico veicolare: essendo molto resistenti al calore, sopravvivono parzialmente alla combustione nei motori e vengono rilasciati nell’atmosfera attraverso i gas di scarico.

I campioni raccolti

I campioni d’aria sono stati raccolti in tre paesi distribuiti su emisferi e climi diversi: nei Paesi Bassi (nel piccolo villaggio rurale di Cabauw, dove le concentrazioni hanno raggiunto 2 nanogrammi per metro cubo), in Lituania (nella zona forestale di Rugsteliskis, con i valori più bassi registrati, pari a 0,9 nanogrammi per metro cubo) e in Brasile (nell’area metropolitana di San Paolo, dove si sono registrati i picchi più elevati, fino a 98 nanogrammi per metro cubo). Questa varietà di contesti — economie sviluppate ed emergenti, ambienti urbani e naturali — ha permesso ai ricercatori di dimostrare che i metilsilossani non sono confinati alle aree ad alto traffico, ma sono diffusi su scala globale.

Composto che resiste a distanza nel tempo

La loro concentrazione nell’aria risulta tra le più alte mai misurate per composti sintetici: i metilsilossani rappresentano tra il 2 e il 4,3% della massa totale degli aerosol organici presenti nell’atmosfera. Le concentrazioni di Pfas — già noti come inquinanti pervasivi — sono in confronto oltre mille volte inferiori. Un altro elemento preoccupante riguarda la stabilità di questi composti: a differenza degli idrocarburi a catena lunga presenti negli oli motore, che si diluiscono progressivamente nell’aria, i metilsilossani rimangono stabili anche dopo il trasporto a lunga distanza, il che suggerisce che possano diffondersi in aree molto lontane dalla fonte originaria.

sponsor

Servono studi sugli effetti sulla salute

I ricercatori avvertono che le persone potrebbero inalare questi composti quotidianamente in quantità superiori rispetto ad altri inquinanti noti come Pfas e microplastiche, e sottolineano l’urgenza di valutarne gli effetti sulla salute a lungo termine, ancora in gran parte sconosciuti. I metilsilossani potrebbero inoltre influenzare i processi atmosferici: alterando la tensione superficiale degli aerosol e interferendo con la nucleazione del ghiaccio, potrebbero avere effetti sulla formazione delle nuvole e, più in generale, sul clima.