
La crisi del cherosene dovuta alla chiusura dello stretto di Hormuz costringe le compagnie aree a preparare piani di emergenza. Secondo il Ceo di Rayanair, a situazione immutata, salteranno i voli del martedì, del mercoledì e del sabato e i collegamenti a ora di pranzo
La crisi del cherosene dovuta alla chiusura dello stretto di Hormuz costringe le compagnie aeree a preparare piani di emergenza. Secondo il Ceo di Ryanair, a situazione immutata, salteranno i voli del martedì, del mercoledì e del sabato e i collegamenti a ora di pranzo. Michael O’Leary, che ha parlato a margine di un incontro con la stampa nella sede della low cost irlandese alle porte di Dublino: “Al momento non c’è nulla di concreto, ma il problema delle forniture diventa, settimana dopo settimana, più serio“, ammette O’Leary, come riportato dal Corriere della Sera, secondo cui per il Ceo del vettore irlandese, il possibile momento critico sarà ai primi giorni di giugno.
Prima nel mirino i voli di metà giornata
La prima voce sulla lista dei sacrifici sarebbe quella dei voli di metà giornata, considerati i meno strategici perché incidono meno sui movimenti complessivi. “Innanzitutto toglieremmo i voli di metà giornata”, ha spiegato O’Leary, “Sono quelli che avrebbero un impatto minore sui movimenti”, aggiungono altri due amministratori delegati sentiti dal Corriere, “L’obiettivo è salvare soprattutto la connettività della mattina e quella del tardo pomeriggio/prima serata, con un occhio anche alla clientela business”. I tagli riguarderebbero anche “i voli nei giorni con meno traffico, ad esempio martedì, mercoledì o sabato”.
Tagli alle rotte domestiche, salvi i voli per le isole
Sul fronte delle rotte, i piani prevedono un taglio significativo dei collegamenti domestici, ovvero quelli interni ai singoli Paesi, laddove esistano alternative valide come il treno, preferibilmente ad alta velocità. Fanno eccezione i voli verso le isole, che verrebbero protetti in ogni scenario: le frequenze potrebbero essere ridotte, ma la connettività giornaliera sarebbe garantita, riconoscendo lo svantaggio strutturale di chi vive lontano dalla terraferma e non ha alternative rapide via mare.
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