
La Dirty Dozen 2026 dell’EWG segnala frutta e verdura con più pesticidi negli Usa, inclusi i Pfas. Ma l’industria contesta: oltre il 99% dei campioni è nei limiti di legge.
Ogni anno torna lo stesso interrogativo per i consumatori: meglio scegliere prodotti biologici o risparmiare acquistando frutta e verdura convenzionali? La nuova edizione 2026 della guida dell’Environmental Working Group (EWG) riaccende il dibattito, individuando i prodotti con più residui di pesticidi – la cosiddetta Dirty Dozen – e quelli considerati più “puliti”, la Clean Fifteen. Ma le conclusioni dell’organizzazione ambientalista sono diventate rapidamente motivo di scontro con il mondo agricolo e industriale.
La graduatoria dell’EWG si basa sui dati del Pesticide Data Program (PDP) del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA). Per il rapporto 2026 sono stati analizzati 54.344 campioni di 47 prodotti ortofrutticoli.
I campioni vengono preparati come farebbe un consumatore: lavati, strofinati o sbucciati. Nonostante questo, sono state rilevate tracce di 264 pesticidi, di cui oltre 200 concentrati nei prodotti della Dirty Dozen.
La classifica viene stilata considerando quattro parametri:
- quantità di residui
- numero di pesticidi diversi
- frequenza di contaminazione
- tossicità delle sostanze rilevate (criterio rafforzato dal 2025)
La Dirty Dozen 2026
Ecco i 12 prodotti con i livelli più elevati di residui:
🍓 Dirty Dozen 2026
I 12 prodotti con più residui di pesticidi
Secondo l’EWG, questi prodotti presentano spesso residui multipli nello stesso campione e sono più esposti perché:
- hanno bucce sottili o commestibili
- richiedono trattamenti frequenti contro parassiti
- utilizzano pesticidi sistemici che penetrano nei tessuti
La novità 2026: i “forever chemicals”
L’elemento più rilevante dell’edizione 2026 è la presenza dei PFAS, sostanze persistenti note come “forever chemicals”:
- trovate nel 63% dei campioni della Dirty Dozen
- difficilmente degradabili nell’ambiente e nel corpo umano
- associate, secondo l’EPA, a tumori, disturbi ormonali e danni al sistema immunitario
Per l’EWG, questa scoperta rafforza la necessità di scegliere prodotti biologici almeno per gli alimenti più contaminati.
La Clean Fifteen 2026
All’opposto, la lista dei prodotti con meno residui:
🥑 Clean Fifteen 2026
I prodotti con meno residui di pesticidi
Nel 2026, quasi il 60% dei campioni non presenta residui rilevabili. Si tratta spesso di prodotti con:
- bucce spesse
- resistenza naturale ai parassiti
- coltivazione in ambienti controllati
Botta e risposta
L’organizzazione ambientalista sostiene che anche livelli di pesticidi sotto i limiti legali possano rappresentare un rischio se no altro perché l’esposizione cumulativa a più sostanze continua a essere sottovalutata dai legislatori negli Stati Uniti (così come in Europa). E aggiunge che bambini e donne in gravidanza sono particolarmente vulnerabili.
Di tutt’altro avviso l’Alliance for Food and Farming (AFF), che accusa l’EWG di distorcere i dati.
Secondo l’associazione oltre il 99% dei campioni analizzati dall’USDA è sotto i limiti di sicurezza dell’EPA e più del 42% non presenta residui rilevabili. Dunque, la comunicazione dell’EWG rischia di scoraggiare il consumo di frutta e verdura.
“La Dirty Dozen demonizza prodotti sicuri, sani e accessibili”, sostiene l’AFF, sottolineando che i livelli rilevati sono ben al di sotto delle soglie considerate sicure dalle autorità.









