
Luca è un bambino di 10 anni autistico, che sin dalla materna ha avuto difficoltà a causa del continuo ricambio di insegnanti di sostegno al suo fianco. Figure, come spiega la mamma Lucia, non sempre adeguatamente formate
Luca è un bambino di 10 anni autistico, che sin dalla materna ha avuto difficoltà a causa del continuo ricambio di insegnanti di sostegno al suo fianco. Figure, come spiega la mamma Lucia, non sempre adeguatamente formate.
Il racconto della mamma di Luca
Ecco il racconto di Lucia in prima persona: “Nostro figlio Luca ha 10 anni e ha una disabilità lieve, con uno spettro autistico senza la compromissione cognitiva. Abbiamo iniziato a chiedere sostegno al secondo anno di materna, qui a Roma, dove viviamo.
Questo mondo non lo conoscevamo ovviamente, non avevamo proprio idea, eravamo anche molto fiduciosi nei confronti della scuola pubblica. In realtà, purtroppo, ci siamo ritrovati in situazioni che non ci aspettavamo, con figure non in grado di gestire una disabilità. Alla materna, persone di 40-45 anni che non avevano avuto nessuna esperienza di insegnamento, né con i bambini. Uomini e donne anche di buona volontà, arrivate a un’età in cui non hanno trovato altro e quindi hanno fatto domanda a scuola. Era immediatamente evidente il loro spavento, lo intuivi dalle loro domande e realizzavi la mancanza delle basi. Le necessità di Luca erano soprattutto l’integrazione con gli altri bambini”.
La sensazione di abbandono
“Cosa succedeva nella maggior parte dei casi? Che essendo un bambino che non dà problemi se lo dimenticavano. L’insegnante di sostegno aveva il compito coinvolgerlo insieme ad altri bambini. Ecco, molto spesso questa cosa non è successa. Due volte l’anno la Asl dovrebbe parlare, osservare, verificare, confrontarsi con la scuola. Sarà successo due volte in tutti gli incontri che abbiamo fatto in questi 8 anni, perché hanno poco personale. E devo dire che nelle l’Asl ci trovi veri professionisti, persone competenti. Però sono poche; morale della favola abbiamo dovuto prendere una terapista privata. Alle elementari finalmente abbiamo trovato dal primo anno una maestra molto brava, di ruolo, che ha seguito Luca egregiamente. Dopo un anno, però, è rimasta incinta e ha dovuto lasciare. Da quel momento ci siamo ritrovati a combattere con persone totalmente incompetenti”.
In media cambia un insegnante di sostegno l’anno e spesso arriva in ritardo
Luca ha cambiato in media quasi un insegnante l’anno e molto spesso è capitato che il sostegno arrivasse a novembre. Ma il problema a volte è anche la maestra di classe, il vero riferimento dei bambini, pure quelli con disabilità. Capitava che per il fatto che c’era in classe un’insegnante di sostegno delegava completamente Luca a quella persona e non pensava fosse un affare suo. Quando restava senza sostegno, per lui era un disagio enorme e io andavo a prenderlo prima.
Le conseguenze su lavoro, economia e vita privata della famiglia
L’anno scorso, fino a metà ottobre, ho dovuto fare l’orario ridotto, chiedendo permessi al lavoro. Questo ovviamente mi creava stress. C’è poi la questione economica: noi abbiamo un’indennità minima di 400 euro mensili. Con le terapie che fa lui, come tutti i bambini autistici, se ne vanno almeno 900 euro al mese. Noi lo possiamo fare, ma c’è chi non può, e le terapie fanno la differenza. Così si crea una discriminazione di classe tra chi se le può permettere e chi no.