Le mani delle banche sul conto corrente dei risparmiatori

CONTO CORRENTE

Per il settimo anno consecutivo le banche aumentano i costi del conto corrente. E molti pensano ai conti online, presentati spesso come zero spese. Il Salvagente ne ha messi a confronto 9, scoprendo che “sono vietati” agli over 75. E che di veramente gratuiti ce ne sono pochi

 

Non c’è pace per i clienti bancari. In un periodo già segnato dall’aumento dei tassi di interesse, rincarano anche i costi dei conti correnti, una tendenza pressoché costante visto che questo è il settimo anno consecutivo di incrementi. È quanto emerso dall’ultima indagine di Banca di Italia, pubblicata a gennaio, relativa al 2022. Incrementi non da poco. Secondo quanto emerso dall’indagine, infatti, nel 2022 la spesa per la gestione di un conto corrente è cresciuta di 9,30 euro rispetto al 2021, raggiungendo l’importo di 104 euro l’anno. Variazione legata alla crescita sia delle spese fisse sia di quelle variabili: le prime hanno contribuito all’aumento complessivo per il 63,4% e le seconde per il 36%.

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Nello specifico – come evidenziato dal rapporto – l’apporto più significativo è attribuibile alle spese fisse e in particolare ai canoni; mentre le spese variabili sono cresciute sia per effetto della maggiore operatività della clientela sia per l’aumento dei costi delle operazioni.
Meno pronunciata la crescita della spesa dei conti correnti on line: con un aumento di 0,70 euro, ha raggiunto l’importo di 33,70 euro. Infine la spesa di gestione dei conti postali è passata da 58 a 59,60 euro.

La scusa dell’inflazione

Le banche hanno motivato tali aumenti con necessità legate agli elevati livelli di

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Il Salvagente nel numero di marzo 2024 ha condotto una lunga inchiesta sui conti correnti bancari, esaminando e confrontando i conti tradizionalmente definiti a zero spese dei principali istituti presenti in Italia. Il numero lo trovate in edicola o in digitale qui.

inflazione. Tuttavia, davanti all’iniziativa di alcuni istituti bancari di aumentare i costi dei conti correnti con modifiche contrattuali unilaterali, la stessa Banca d’Italia è intervenuta a febbraio 2023 per scoraggiare tali pratiche e per smontare la versione degli istituti di credito, spiegando anche che “l’aumento dei tassi di interesse ha effetti positivi sulla redditività delle banche ed è potenzialmente in grado di compensare la crescita dei costi dei conti correnti dovuta all’inflazione”.

Gli aumenti? Pesano sui più fragili

Segugio.it, ci ha spiegato Paolo Benazzi (responsabile conti correnti e deposito), ha confrontato i costi di gennaio 2023 con quelli di gennaio 2024: un orizzonte temporale breve, che però può offrire un’analisi interessante e aggiornata. La comparazione, inoltre, prende in considerazione tre diversi profili di cliente (single, coppia e famiglia).
Quello che emerge dal monitoraggio è che, tendenzialmente, è abbastanza netto l’incremento dei costi dei conti correnti per quanto riguarda le banche tradizionali.

Non solo, “Per l’utilizzo senza internet – ha spiegato Benazzi – il costo medio di mantenimento del conto corrente è di circa di 200 euro l’anno, quindi parliamo di valori veramente alti”. E si tratta di costi, aggiungiamo noi, pagati soprattutto dagli over 70, esclusi dal mercato dei conti digitali low cost.

Sei anziano? Niente sconti

Per chi, sopra i 70/75 anni dovesse pensare di utilizzare un conto digitale per abbattere le spese, arriva immancabilmente la brutta sorpresa. Come ha scoperto il Salvagente  sono le stesse banche a porre un limite all’accesso ai conti on line per le persone anziane.
La questione è stata posta da un nostro lettore di 87 anni, che ha richiesto, presso Webank e Crédit Agricole, l’apertura di un conto corrente online zero spese, con accredito della pensione. La richiesta non è stata accolta, con la motivazione che il suo profilo non era in linea con le condizioni previste.
Il Salvagente ha interpellato entrambi gli istituti bancari per chiedere un chiarimento in merito a eventuali limiti anagrafici previsti per l’apertura dei conti on line “zero spese”. Crédit Agricole ha risposto che il conto on line è destinato unicamente alla clientela under 75. Bpm, invece, che “non esistono particolari vincoli all’offerta, se non quello della maggior età e della residenza fiscale in Italia”, ma che “la banca effettua una serie di controlli sulla richiesta, anche legati alle potenziali modalità di utilizzo del conto, che potrebbero portare alla valutazione, da parte della stessa, di non concludere l’apertura del rapporto”.
Ivan Pedretti, segretario generale di Spi Cgil (il sindacato dei pensionati), ha un punto di vista chiaro su una questione che riguarda sempre più cittadini: gli anziani devono essere messi nelle condizioni di “non trovarsi tagliati fuori o in difficoltà perché in età avanzata, e di poter utilizzare i propri conti correnti nel modo più semplice possibile senza dover delegare la gestione ad altri”.

A chi conviene cambiare banca?

L’aumento dei costi di gestione è il motivo più frequente per “cambiare cavallo” nel tentativo di accedere a condizioni migliori. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat e pubblicata lo scorso anno, tra il 2022 e febbraio 2023 il 15,1% dei correntisti, pari a 5,6 milioni di individui, aveva dichiarato di aver cambiato conto corrente. Tra questi, 4,4 milioni lo avevano fatto a causa dell’eccessivo costo, con particolare riguardo al canone annuo base giudicato “troppo alto”, al costo delle singole operazioni ritenuto “eccessivo” e agli aumenti, anch’essi giudicati “eccessivi” dei costi fissi o variabili nel corso dell’anno.
Proprio per questa tipologia di utenti, verrebbe da osservare, erano nati i conti corrente “zero spese”. Una tipologia di prodotti che si è di molto assottigliata negli anni e quando pure resiste, ha più di una condizione da dover tenere presente.

Come anticipato il Salvagente, cercando attentamente sul mercato, ne ha scovati alcuni, quelli offerti da 9 banche.
Se agli over 70 è preclusa quasi unanimemente la possibilità di un contratto gratuito, anche per chi ha meno anni serve una riflessione attenta prima di cedere alle sirene dello “zero spese”. Almeno se non vuole imbattersi  nell’acquisto di un prodotto non adatto al nostro profilo che si rivelerà molto più gravoso per le tasche di quanto ci aspettavamo.