Vuoto a rendere, lo studio dei “Comuni virtuosi”: L’Italia può risparmiare 100 milioni di euro mettendolo in pratica

vuoto a rendere

Lo studio ” Sistema di deposito cauzionale: quali vantaggi per l’Italia e il riciclo” prodotto da Eunomia per l’associazione “Comuni virtuosi”, smonta i pregiudizi sul sistema del deposito cauzionale per gli imballaggi in plastica che, al netto dei costi per installare gli impianti necessari, farebbero risparmiare al nostro paese ben 100 milioni di plastic tax europea

 

Lo studio “Sistema di deposito cauzionale: quali vantaggi per l’Italia e il riciclo” prodotto da Eunomia per l’associazione “Comuni virtuosi”, smonta i pregiudizi sul sistema del deposito cauzionale (DRS) per gli imballaggi in plastica per le bevande che, al netto dei costi per installare gli impianti necessari, farebbero risparmiare al nostro paese ben 100 milioni di plastic tax.

Lo studio mostra come il DRS ci consentirà di raggiungere gli obiettivi vincolanti della direttiva Sup garantendo piena circolarità ai contenitori in Pet per bevande facendo risparmiare ogni anno allo Stato e ai contribuenti oltre 100 milioni di euro di Plastic Tax europea e riducendo drasticamente il littering, la raccolta di imballaggi dispersi in ambiente. Le nuove regole europee che disciplinano la responsabilità estesa del produttore già recepite a livello nazionale, assicurano inoltre che i cambiamenti sul profilo economico per i comuni saranno sostanzialmente neutri.

Meno costi a carico del bilancio dello Stato

Enzo Favoino, coordinatore scientifico della campagna ha illustrato i risultati principali dello studio, affrontando la questione delle ricadute economiche per i Comuni e per lo Stato, evidenziando che il sistema cauzionale è finanziato integralmente dai depositi non riscossi, dalla vendita dei materiali raccolti e, in maniera residuale, dal contributo dei produttori (proporzionale al numero di contenitori immessi sul mercato). L’introduzione del DRS, sottolinea Favoino, rappresenterà un risparmio economico tangibile per lo Stato e i contribuenti. “Grazie all’aumento della percentuale di bottiglie in PET riciclate, l’introduzione del DRS comporterà un risparmio stimato pari ad oltre 100 milioni di euro l’anno sulla “Plastic Tax” che l’Italia versa alla UE per i quantitativi di plastica non riciclata” .

Gli eco-compattatori

In Italia, come in tutti i Paesi UE, il contributo è tuttora prelevato dal bilancio nazionale dello stato. Si aggiunga che per provare a compensare le carenze del sistema attuale rispetto agli obiettivi stabiliti a livello europeo, lo Stato ha stanziato risorse economiche considerevoli per finanziare l’acquisto da parte dei Comuni dei cd. eco-compattatori pensati per integrare le raccolte tradizionali con raccolte selettive delle bottiglie in plastica per bevande.

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I costi di introduzione del sistema, la loro copertura, e l’incidenza dei contributi EPR sul singolo contenitore

Il punto centrale della analisi costi/benefici presentata nel corso dell’evento, è stata la valutazione dei costi per la introduzione del sistema DRS in Italia. Includendo tutti i costi industriali di investimento e gestione del sistema, l’analisi ha restituito un costo annuo di circa 640 Milioni di Euro, costo che verrebbe in massima parte coperto dalla vendita dei materiali recuperati e dai depositi non riscossi, che, per quanto marginali in percentuale (secondo lo studio, il 7-10%) rappresentano un valore in grado di coprire gran parte dei costi.

Cosa dice l’Ue

Lo scorso novembre, la Commissione europea ha proposto un Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi, partendo dal presupposto che l’impatto ambientale del packaging è ancora troppo elevato e servono sforzi di riduzione maggiori in tutti i paesi membri. Gli obiettivi principali della direttiva sono tre: ridurre l’attuale livello di produzione di rifiuti da packaging, promuovere i principi dell’economia circolare nel settore e incrementare l’uso di materiale riciclato negli imballaggi. Una direttiva di buon senso, dal momento che la produzione di imballaggi cresce e non è possibile riciclare tutto, ma sulla quale l’Italia non è d’accordo. Nel nostro paese, associazioni di categoria – Confindustria in primis – hanno alzato gli scudi e parlato di “impatto devastante” del Regolamento su una filiera, quella del riciclo italiano, sbandierata come all’avanguardia nell’industria europea.

Tra le proposte della Commissione, ad esempio, c’è quella per cui entro il 2030, il 20% delle bevande calde e fredde take-away dovrà essere servito in un contenitore in grado di poter essere riutilizzato. L’obiettivo sale al 40% nel 2040. Semplici accorgimenti di questo tipo, per l’Italia, metterebbero a rischio milioni di posti di lavoro. 6 milioni, secondo quanto riportato dal Sole24ore, organo di stampa che ripropone la posizione di Confindustria.

 

A buon rendere

In questi anni, ad eccezione del nostro paese, della Francia e, a parte alcune esperienze localizzate, della Spagna, molti paesi hanno fatto passi importanti verso l’adozione dei sistemi cauzionali. Ancora una volta a guidare questo processo sono i paesi del Nord Europa, gli scandinavi in testa. Lo stato dell’arte viene illustrato dal recente report del Laboratorio Ref Ricerche “Plastica monouso e obiettivi di intercettazione. Le soluzioni in campo”.
In Svezia il Drs è attivo dal 1984, in Finlandia dal 1996 e in Germania, un esempio per le performance raggiunte, dal 2003. Slovacchia, Lettonia e Malta sono le ultime “entrate” avendo introdotto il deposito cauzionale nazionale quest’anno. E se da noi ancora si ragiona su quando e come farlo partire, la Germania e i Paesi Bassi hanno recentemente deciso di estendere i propri sistemi Drs, includendo ulteriori tipologie di bevande (succhi dal 2022 e latte dal 2024 in Germania) e ulteriori tipologie di imballaggi (bottiglie in Pet inferiori a mezzo litro dal 2021 e lattine dal 2022 nei Paesi Bassi).

Il deposito su cauzione funziona

Inutile parlare delle performance raggiunte: ovunque la raccolta incentivata aumenta gli imballaggi intercettati a livelli del 90%. Alcuni record sono significativi: in Germania si raccoglie il 97% delle bottiglie in Pet, il 99% dei contenitori in metallo e in Croazia si intercetta l’89% del vetro immesso sul mercato.
Il valore della cauzione varia da paese e paese ma anche in base al tipo di materiale che viene conferito alle “macchinette” mangia imballaggi. Per il Pet si va da un minimo di 7 centesimi della Croazia a un massimo di 40 centesimi in Finlandia e Danimarca.