Obbligo di Pos sopra i 60 euro. Ecco perché rimarrà solo una promessa

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L’annuncio da parte del governo che nella legge di bilancio sarebbe stato inserito l’innalzamento dell’obbligo per esercizi commerciali e professionisti di utilizzo di rendere utilizzabile il Pos solo a partire da 60 euro di spesa in su, è stato troppo frettoloso. Non ha tenuto conto, infatti, degli impegni presi dall’Italia per il Pnrr.

L’annuncio da parte del governo che nella legge di bilancio sarebbe stato inserito l’innalzamento dell’obbligo per esercizi commerciali e professionisti di utilizzo di rendere utilizzabile il Pos solo a partire da 60 euro di spesa in su, è stato troppo frettoloso. Non ha tenuto conto, infatti, degli impegni presi dall’Italia per il Pnrr.

Misura in contrasto con gli impegni italiani per il Pnrr

A chiedere a Giorgia Meloni di frenare sulla misura sembra essere arrivata dalle strutture tecniche a seguito dei primi rilievi posti da Bruxelles. Secondo gli esperti della “Task Force Recovery” della Commissione europea, il provvedimento che nella sostanza elimina le sanzioni per i commercianti e i tassisti che si rifiutano di far pagare con il Pos, sconfesserebbe la linea di lotta all’evasione fiscale presa come impegno dal governo Draghi per accedere alla prima trance di finanziamenti del Pnrr. Secondo Repubblica, nello specifico, il nostro paese ha esplicitamente accettato il punto in un documento dello scorso 30 giugno dal titolo “Definizione di efficaci sanzioni amministrative in caso di rifiuto di accettare pagamenti elettronici da parte dei fornitori privati”. E in effetti nell’ultimo anno, il precedente governo ha introdotto una sanzione di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione rifiutata, in caso di mancata accettazione del pagamento con il Pos.

Le raccomandazioni di Bruxelles per la lotta all’evasione

Misure che vanno nella direzione delle raccomandazioni della Commissione per il 2019, approvato anche dal Consiglio, in cui si chiedeva all’Italia di “contrastare l’evasione fiscale, in particolare nella forma dell’omessa fatturazione, potenziando i pagamenti elettronici obbligatori anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti”.

Nessuna intenzione di andare allo scontro diretto

Viste queste premesse, appare improbabile che il governo – tutt’altro che in luna di miele con Bruxelles dopo la tensione sull’accoglienza migranti, e soprattutto dopo un’altra misura che viene accusata di essere un aiuto agli evasori come l’innalzamento del tetto al contante – decida di andare allo scontro con Bruxelles. Più facile ipotizzare che la misura, almeno nella sua applicazione concreta, venga rimandata a data da destinarsi.

 

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