Manganese, dove si trova, a cosa serve e quanto ne occorre al nostro organismo

MANGANESE

Il manganese è un minerale ed è presente nell’organismo in piccolissime quantità che normalmente non superano i 20 mg circa. In particolare, è stato calcolato che il corpo di un uomo adulto di media statura e peso ne contiene dai 10 ai 40 mg, ma nonostante ciò svolge comunque attività assolutamente necessarie.

Si trova principalmente a livello di reni, pancreas, fegato ed ossa.
Il manganese viene comunemente definito un “oligo-elemento”, il cui simbolo chimico nella tavola periodica è Mn; pur essendo presente in minime quantità nel nostro organismo, svolge delle funzioni importantissime per il suo corretto funzionamento. Può essere definito come uno dei tre oligoelementi essenziali tossici, il che significa che è non soltanto necessario per la sopravvivienza degli esseri umani, ma anche tossico se presente nel corpo umano in concentrazioni troppo alte.
Da un punto di vista biochimico, il manganese è una componente importante di vari enzimi. Per questo motivo viene considerato un attivatore di numerossimi enzimi: molte classi enzimatiche contengono proprio il manganese come cofattore. Tra questi si ricorda un enzima antiossidante noto come super-ossido dismutasi manganese-dipendente che serve a neutralizzare i radicali liberi, che come noto, in quantità elevate possono essere dannosi per la salute. La superossido dismutasi (Sod) è presente nei mitocondri delle cellule ed è uno dei principali enzimi deputati alla detossificazione dell’organismo dai radicali liberi e dalle specie reattive dell’ossigeno (Ros) prodotti principalmente dal metabolismo energetico, ma anche dallo stress associato a malattie infiammatorie e infettive, dall’attività fisica, dall’esposizione ad agenti inquinanti, dall’assunzione di farmaci ecc.
I radicali liberi e i Ros danneggiano pressoché tutti i tessuti dell’organismo, promuovendo patologie infiammatorie, cardiovascolari, neurodegenerative e tumori (a causa delle alterazioni inferte al DNA) e accelerando i processi di invecchiamento; appare quindi subito evidente quanto possa essere importante assicurarsi un adeguato apporto di un microelemento protettivo come il manganese.
Atri enzimi degni di nota sono la manganese-glicosiltransferasi e la fosfoenolpiruvato carbossichinasi. Attraverso questa variegata e molteplice attività di modulazione enzimatica, il manganese partecipa e risulta necessario per lo sviluppo osseo (dal momento che media anche l’assorbimento del calcio), gioca un ruolo importante nel metabolsimo dei carboidrati, degli amminoacidi e del colesterolo, nella gluconeogenesi (produzione di glucosio da precursori non carboidrati) e nella sintesi del collagene.
Inoltre il manganese è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso, soprattutto a livello cerebrale.

Di quanto manganese abbiamo bisogno

Nonostante non esista una dose giornaliera raccomandata di manganese, viene considerato adeguato un apporto pari a 3 microgrammi nei bambini fino ai 6 mesi di vita, mentre in un soggetto di età adulta l’assunzione dovrebbe essere compresa tra 1,6 e 2,3 mg, di cui verrà assorbito circa il 5-10%. Quello che è noto con certezza, però, è che in presenza di quantità inferiori agli 0,7 mg al giorno si rendono necessari degli accorgimenti nello stile alimentare, che in genere prevedono un’integrazione forzata di tale minerale.

É sempre importante ricordare che il fabbisogno giornaliero varia da persona a persona, in base al sesso e all’età. Tendenzialmente l’apporto sale a circa 2 mg durante la gravidanza, fino ad arrivare a 2,6 mg durante l’allattamento.

Quali sono le proprietà

Partecipando attivamente a numerosi meccanismi biologici, il manganese è un composto indispensabile per l’equilibrio della salute. Ha un ruolo importante, infatti, nella coagulazione, nell’attività tiroidea, nella fertilità, nel sistema immunitario, nel controllo della glicemia e del colesterolo. Per quel che riguarda la sua funzione immunitaria, il manganese è coinvolto nella promozione della sintesi di numerosi anticorpi. Anche i meccanismi di riproduzione sembrerebbero essere correlati alla quantità di manganese presente del sangue, fatto comprovato dai problemi di fertilità riscontrati in persone con carenza da manganese. La carenza di questo oligoelemento, pare abbia effetti negativi anche sullo sviluppo del nascituro in gravidanza, essendo correlato ad un maggior rischio di malformazioni ed anomalie ossee. Un giusto apporto di manganese rappresenta un valore aggiunto anche nel tenere a bada gli attacchi epilettici; spesso, di fatto, nel sangue di pazienti con epilessia si osservano quantità minime di manganese.

In quali alimenti è presente

Le migliori fonti alimentari di manganese sono i vegetali a foglia verde (lattuga, spinaci, porri ma anche senape indiana), il riso integrale, zenzero, cannella, zafferano, cocco, mandorle e nocciole. Inoltre sono presenti buone quantità di manganese anche in lamponi, fragole, more, ananas e frutti tropicali, banane, kiwi, fichi, uva, frutta secca, barbabietola, taccole, crescione, avena, cereali integrali, menta e poi aglio, carote, chiodi di garofano, curcuma e tofu.

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Esistono anche degli integratori alimentari di manganese, ma bisogna ricordare che l’integrazione va sempre valutata sotto controllo medico.
È importante tenere presente che il manganese spesso rende più forte la risposta terapeutica di alcuni farmaci, ragion per cui il parere medico è da considerarsi assolutamente necessario per la sua integrazione insieme ad altri farmaci o integratori.
Con una dieta equilibrata e ben variegata, dunque, si ottiene un perfetto apporto alimentare di manganese e si evitano tranquillamente gli integratori.

Uno studio pubblicato nell’aprile 2019 dagli scienziati del Massachusetts supporta questa affermazione. Lavorando sui dati di circa 27.000 persone, i ricercatori hanno confrontato la salute e il rischio di morte degli americani con una dieta equilibrata o con i consumatori di integratori alimentari, scoprendo, per esempio, che un’adeguata assunzione giornaliera di vitamina A, vitamina K, manganese, ferro e zinco è associata a un ridotto rischio di morte prematura per malattie cardiovascolari. Questo è vero, tuttavia, solo se questi nutrienti provengono dal cibo: nessun beneficio si osserva se provengono da compresse, capsule o altri integratori.

Alcuni miti da sfatare

Non è vero che chi consuma solo alimenti integrali non avrà mai problemi di carenza di manganese.

Bisogna ricordare che mangiarne un certo quantitativo non significa assorbire tutto, poichè l’assorbimento del manganese è appena del 10% ed è ostacolato, per esempio, dal ferro. Altro paradosso è che quanto più gli alimenti sono integrali e ricchi di fibre e di acido fitico, tanto minore risulta essere la quota di micronutrienti che si riesce a “catturare” nell’intestino (fra cui, appunto, il manganese) rendendoli utili per le funzioni dell’organismo e trasportandoli nel sangue con la transferrina.

Non è vero che basta mangiare ogni giorno carni e prodotti animali

Le fonti di manganese sono tante ma i più ricchi di questo prezioso oligo-elemento sono i vegetali a foglia verde, seguite poi da zenzero con 33 mg per etto, cannella con 18 mg per etto, zafferano con 28 mg per etto.

Aiutano molto anche i prodotti integrali come la crusca di riso con 14 mg per etto o quella di grano con 11,5 mg per etto, la farina di frumento intera o quella di riso integrale con 4 g per etto. Altre fonti interessanti sono le nocciole, che forniscono quasi 13 mg per etto o molte spezie come il dragoncello, il semplice prezzemolo, il cardamomo, i chiodi di garofano e anche l’onnipresente curcuma con 20 mg per etto ma legumi, cacao, vino e tanti altri alimenti collaborano nell’introdurre manganese nell’organismo.

Non è vero che il manganese previene l’osteoporosi

Il manganese è importante per la crescita delle ossa, ma nessuno studio ha dimostrato l’efficacia dell’assunzione di questo minerale nella prevenzione dell’osteoporosi. La scelta migliore per proteggere la salute delle ossa è condurre una dieta sana ed equilibrata.

Si può assumere il manganese come integratore senza incorrere in problemi

Falso. Un’integrazione (di qualunque tipo) dovrebbe essere sempre valutata sotto controllo medico, e in genere si propende per un’integrazione di manganese soltanto in alcuni casi particolari. Spesso in associazione con rame e cobalto, può essere utilizzato per i reumatismi di origine infiammatoria, forme di pressione alta, asma o emicranie.

Una dieta equilibata dovrebbe essere, nella maggior parte dei casi, in grado di evitare l’utilizzo di integratori. Come spiegato dagli esperti a Le Figaro, infatti, quando si tratta di micronutrienti, fare la cosa giusta è spesso sufficiente per evitare di assumere integratori alimentari.
Un apporto non adeguato di manganese può determinare delle conseguenze sulla nostra salute.

Carenza di manganese ed effetti sulla salute

La carenza di manganese è molto rara e nella maggior parte dei casi dà effetti poco evidenti.
Tuttavia, se grave e protratta nel tempo, può portare a numerosi problemi: tra questi si annoverano infertilità femminile, osteoporosi, danni al pancreas e persino problemi cardiaci.

Tra i sintomi a cui si dovrebbe prestare maggiore attenzione si citano la pressione elevata, contrazioni muscolari involontarie, malformazioni ossee (soprattutto se la carenza di manganese si manifesta durante l’età evolutiva), elevati livelli di colesterolo ematico, problemi alla vista e all’udito. Nei casi gravi si manifestano gravi perdite di memoria, brividi e tremori a causa degli effetti negativi sul sistema nervoso centrale. I sintomi maggiormente correlati ad una carenza di manganese potrebbero essere così sintetizzati.

Si manifestano i seguenti effetti:
Intolleranza al glucosio: si manifesta con una relativa incapacità delle cellule di assorbire e utilizzare in modo efficiente lo zucchero presente nel sangue, con conseguente aumento della glicemia e maggior rischio di sviluppare diabete.
Coagulazione del sangue
Problemi della pelle
Livelli di colesterolo bassi
Disordini allo scheletro
Problemi di nascita
Variazione del colore del sangue
Sintomi neurologici

Eccesso di manganese (o intossicazione da manganese)

A differenza della carenza di manganese, l’eccesso di tale minerale può determinare una condizione di intossicazione con gravi conseguenze sulla salute. Un’overdose di manganese può simulare una sintomatologia tipica del morbo di Parkinson. Inoltre, in chi soffre di problemi al fegato, un eccesso di tale minerale può facilmente condurre a problemi psichiatrici, oltre che a tremori e spasmi.
Il cosiddetto “avvelenamento cronico da manganese” è dovuto ad una intossicazione che si raggiunge per inalazione prolungata di fumi e/o di polveri ricche in manganese. I danni più gravi dovuti all’intossicazione da manganese coinvolgono il sistema nervoso centrale con danni anche permanenti e addirittura, per alcuni ricercatori, il manganese si può considerare potenzialmente cancerogeno anche se ancora occorre studiare a fondo.

Di solito l’eccesso per inalazione di fumi di manganese si osserva ad esempio nell’industria metalmeccanica ma anche per esposizione professionale a bassi livelli o per ingestione di acqua con contaminante. Un’altra possibile fonte di intossicazione da manganese è di tipo ambientale ed è legata al consumo di acque che ne contengono quantità eccessive, a causa della composizione delle rocce di falda che attraversano prima di arrivare agli acquedotti ed essere utilizzate dall’uomo. A riguardo va segnalato che, in Italia, il quantitativo massimo di manganese ammesso dalla legge nelle acque potabili è di 50 mg/litro.

Fra i sintomi che compaiono ci sono debolezza, sonnolenza, crampi agli arti inferiori, irritabilità e tendenza all’aggressività, un quadro sintomatologico che talvolta porta a parlare di “pazzia da manganese”. Fortunatamente gli eccessi non sono causati facilmente da un’errata alimentazione; un eccesso moderato di manganese può provocare delle forme di depressione, di anemia o dei fenomeni di ridotta fertilità.
Un’overdose di manganese può portare, tra le altre cose, a sintomi neurologici simili a quelli della malattia di Wilson. Può anche determinare un’alterazione della funzione cardiovascolare. Gli effetti del manganese si presentano pricipalmente su vie respiratorie e cervello.

I sintomi di avvelenamento da manganese sono allucinazioni, dimenticanza e danni ai nervi. Il manganese può anche causare embolie polmonari e bronchite. Quando gli uomini sono esposti a manganese per un periodo di tempo lungo possono diventare impotenti. Una sindrome causata dal manganese si manifesta sintomi quali schizofrenia, ottusità, indebolimento muscolare, emicranie ed insonnia. In una situazione di questo tipo, il trattamento prevede in genere l’eliminazione dell’esposizione e della chelazione.
In conclusione, è opportuno ricordare che una dieta sana, equilibrata e variegata evita ogni tipo di complicanza legata a carenze o intossicazione di manganese.