L’aglio orsino: un vero concentrato di benefici per l’organismo

AGLIO ORSINO

Chiamato così perché consumato dagli orsi al risveglio dal letargo per rimettere in moto il metabolismo, l’aglio orsino può essere molto utile anche nella nostra alimentazione e per insaporire diversi piatti. A patto di saperlo riconscere nella raccolta a scanso di guai

 

In una qualunque famiglia di ogni tipo, c’è sempre il meno conosciuto, il lontano cugino di cui sfugge sempre il nome o il parente acquisito che stenta a farsi ricordare dagli altri. Nel caso delle Liliacee tutti conoscono bene e usano in abbondanza aglio, porro, cipolla mentre pochi sanno dell’esistenza dell’aglio orsino – già il nome lo fa apparire come la mascotte del gruppo – e soprattutto del suo utilizzo sia medicamentoso che gastronomico. La memoria è alla base della vita, nel caso della frutta e degli ortaggi dimenticati, ed è proprio la sua mancanza a determinarne il loro abbandono e la loro perdita nell’uso quotidiano. Nei Miti Alimentari di oggi speriamo di ridare memoria e, quindi, vita all’aglio ursino, o per altri noto come orsino, che ha numerosi meriti e pochi conoscitori al contrario di tanti casi dove i fan si affollano e si contano a migliaia per qualcosa o per qualcuno che di meriti ne ha veramente pochi.

 

L’aglio orsino ha una storia molto semplice

FALSO Il suo nome evoca tutto un racconto, è una pianta aromatica, è un parente selvatico del comune aglio, e il suo nome deriva dal fatto che al risveglio dal letargo invernale, gli orsi se ne cibano in maniera abbondante. Questo che sembra strano per un animale come l’orso, si spiega sia perché la trovano in piena fioritura permettendo così di avere molta energia per riprendere le tipiche attività da plantigrado, ma soprattutto per sfruttare le proprietà benefiche dell’aglio orsino. L’orso deve depurarsi dai lunghi mesi di metabolismo lento, dall’accumulo di sostanze che vanno eliminate per evitare problemi e sfrutta le proprietà antisettiche, antiossidanti e depuranti dell’aglio orsino. In altre parole, gli orsi al risveglio hanno un organismo imbolsito e appesantito dal letargo, mangiano tanto aglio selvatico e riprendono al meglio il loro metabolismo. L’aglio orsino è spontaneo, non solo è commestibile ma la troviamo anche come pianta ornamentale per le aiuole, la sua fioritura è esplosiva in primavera, fra aprile e giugno e la sua storia non è affatto recente perché già utilizzato da almeno tre millenni. Esistono classificate oltre 250 specie di aglio e solo l’Italia ne accoglie circa trenta, tutte molto pungenti per il loro odore e per la ricchezza di composti solforati, fra queste trenta specie c’è anche l’aglio orsino. È una varietà ben conosciuta specie in Nord Europa mentre in Italia la sua presenza è comune Toscana anche se si trova nell’intera Italia. Di solito è ricercato per sostituire l’aglio comune che, addomesticandosi, ha perso parte delle caratteristiche sensoriali originali adattandosi all’uomo che prevede di abiurare l’aglio magari in favore dello scalogno così da avere una ricca vita sociale.

 

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L’aglio orsino ha proprietà salutistiche molto interessanti

VERO L’aglio orsino non è meno utile né salutistico dell’aglio comune per cui è un antibiotico e un antimicotico naturale, mentre dal punto di vista nutraceutico riduce nel sangue il colesterolo cattivo LDL e aumenta quello buono HDL, inoltre ha una chiara azione ipotensiva. A queste proprietà si aggiungono la capacità di essere un disinfettante naturale e un diuretico che aiuta a ridurre la pressione sanguigna e a liberarsi dalle sostanze tossiche accumulate nell’organismo. L’aglio vien mangiato certamente in piccole quantità e spesso inconsapevolmente, per cui le sue 41 calorie per etto sono irrisorie in una qualsiasi dieta. Il suo bulbo contiene poco sodio (3 mg per etto), zinco, potassio (600 mg per etto quanto presente nel timo o nella quinoa) e rame (0,3 mg per etto quanto nel grano o nei ceci) ma è anche fra i pochi alimenti con funghi ed aloe a contenere buoni livelli del rarissimo germanio che ha un ruolo importante nel rafforzare il nostro sistema immunitario. Oltre a questi microelementi troviamo anche le Vitamine sia del gruppo B (1,5 mg per etto) che la C e la D. L’aglio è più noto come donatore di composti quali alliina, allilcisteina o la metiina che hanno proprietà protettive molto interessanti e ben consolidate. Purtroppo, il dazio da pagare mangiandolo è il suo odore caratteristico; ricordiamo che il bulbo si può tagliare, mangiare intero, masticandolo o meno, usare l’aglio vestito o meno, ma che per molti assume un valore asocializzante e ne riduce il suo uso in una cena fra amici. L’aglio orsino non è gran che differente da quello comune dal punto di vista sensoriale, ma di solito si usano le tenere foglie che si propongono in insalate etc. perché non imbarazzano gli invitati a tavola non avendo una personalità così “fragrante” come il comune aglio.

 

Tutti possiamo mangiare aglio senza problemi di nessun tipo anche se è aglio orsino

FALSO L’aglio ha tanti effetti positivi per la salute di chi lo ama e lo mangia in maniera costante, ma come sempre la moderazione è la vera maestra di vita. L’aglio va consumato con giudizio e Buddha insegna che “Il sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza si chiama Via di Mezzo” certamente non si riferiva all’aglio ma è un approccio da condividere. Il troppo aglio mostra effetti sulla stabilità delle amicizie e, talvolta, sui rapporti familiari ma per la salute va ricordato che è un anticoagulante naturale. Questo significa che in previsione di un intervento programmato o di una visita odontoiatrica andrebbe evitato un suo eccessivo consumo prima di questi eventi. È anche importante informare il proprio medico del suo consumo se è in atto una terapia con mono farmaci anticoagulanti, antiaggreganti o antitrombotici come la warfarina, l’eparina, farmaci inibitori del Fattore Xa oppure del Fattore IIa. La combinazione dell’aglio con integratori a base di zenzero o curcuma può lo stesso creare dei problemi di coagulazione. A completamento dei possibili rischi anche chi soffre di gastrite o ulcera o di reflusso esofageo deve consumare moderatamente aglio, specie se lo preferisce crudo. Vale sempre ricordare che ogni individuo è una galassia a sé stante per cui può rispondere in maniera differente e inattesa allo stesso tipo di combinazione di aglio con integratori o con dei farmaci anticoagulanti. I danni più lievi derivanti da un consumo eccessivo di aglio, escludendo la riduzione della sfera di amicizie per una marcata alitosi, sono nausea oppure gonfiore addominale.

 

Raccogliere aglio orsino per le campagne è quanto di più semplice si possa fare

FALSO Consumare qualsiasi tipo di aglio è considerato più che sicuro, sono registrati pochi casi di allergia e poco altro. La pericolosità è collegata ai suoi sosia morfologici, in altre parole ci sono più piante che si confondono per aspetto o altro all’aglio orsino. Questo in natura talvolta accade come nel recente caso dello stramonio o della mandragora confuse con gli spinaci, senza dimenticare gli errori talvolta fatali fatti dagli inesperti fungaioli con i funghi raccolti in maniera estemporanea. Nel caso dell’aglio orsino si può confondere con lo zafferano dei prati, alias Colchicum autumnale , con il mughetto, alias Convallaria majalis e con l’elleboro bianco noto anche come Veratrum album creando dei problemi ai raccoglitori inesperti perché crescono spesso molto vicini fra loro e sono difficili da distinguere. Nel caso dello zafferano dei prati il pericolo viene dalla colchicina che è un potente veleno: bastano per un uomo medio di 70 kg circa 70 mg di questa sostanza per avere effetti quasi letali. La colchicina è usata in laboratorio per lo studio delle cellule, ma è anche un farmaco usato per curare la gotta e forme di artrite infiammatoria, ma a questo scopo se ne utilizzano circa 2-3 mg al giorno sotto controllo medico e comunque non deve mai entrare nella catena alimentare. Nel caso del mughetto, il fiore nazionale della Finlandia, se mangiamo le sue foglie entriamo in contatto con varie molecole, fra cui la convallatossina che è simile nei suoi effetti alla digitale (un vero farmaco assai pericoloso) e può dare ipertensione, aritmie cardiache o disturbi digestivi. Il trucco di strofinare le foglie di aglio orsino per capire se abbiamo fra le dita dell’aglio o del mughetto in base all’odore sprigionato non assicura che non si possano confondere le piante e avere poi dei problemi. Come possiamo intuire da tutto ciò i termini naturali e innocui non sono interscambiabili per cui un innocente mughetto, pur nella sua semplice bellezza e profumazione, può essere fonte di inaspettati pericoli.

 

Non so come usare l’aglio orsino, è complesso valorizzarne le sue qualità

FALSO L’Allium ursinum è una pianta conosciuta molto bene già da vari popoli quali Celti, Greci e Romani, quest’ultimi per primi ne raccontano e descrivono il suo uso. Possiamo impiegare dell’aglio tutto, dalle foglie, ai bulbi ai fiori per aromatizzare e arricchire i piatti senza l’invadenza dell’aglio comune. Le foglie tenere rendono ottime le insalate o insaporiscono una frittata, una minestra di cicorie o una zuppa etc. Si consiglia di aggiungerle alla fine della preparazione per non perderne i valori sensoriali, in alternativa con le foglie si possono creare dei pesti con cui condire bruschette, pane, pasta etc. I fiori bianchi dell’aglio sono delle eccellenti guarnizioni per colorare i piatti oppure per preparare delle ottime tisane detossificanti da bere in pieno relax. I bulbi somigliano al classico aglio comune e si usano nello stesso modo ma è consigliabile non svestirli della loro camicia esterna per fare delle vellutate, delle verdure in padella o per aromatizzare delle minestre.

 

Conclusioni

Se potessimo ascoltare e comprendere le piante, probabilmente dall’aglio orsino riceveremmo un convinto plauso per averlo raccontato, sia pure brevemente, e per averne ricordato la sua storia fatta di uso, pericoli e benefici. Restano un paio di aspetti da sottolineare; la natura non desidera mai ingannarci con delle piante pericolose capaci di confonderci, ma spesso siamo noi che sopravalutiamo quelle che sono le nostre umane debolezze. Secondo aspetto da evidenziare riguarda come che tutte le piante, ma proprio tutte hanno nel loro bagaglio sia sostanze utili che molecole pericolose, per questo l’ignoranza non può e non potrà mai giustificare una discriminazione fra qualsiasi organismo senza averne conosciuto pregi e difetti. Infine, i vegetali dimenticati sono solo in un loop temporale che dall’infinitesimo elettrone all’infinita galassia tornerà dove merita di essere.