Prestiti: tre normative, poche tutele, e l’incognita Taeg

PRESTITI

Tre normative regolano la concessione dei prestiti. Spesso però i diritti e le tutele dei consumatori si perdono nei meandri delle leggi. La nostra guida

In Italia, vige un’ampia normativa che regola la concessione dei prestiti e del credito al consumo, nonché importanti disposizioni in materia di detrazioni fiscali. La legislazione che regola la normativa dei prestiti è racchiusa principalmente in tre decreti: il decreto legislativo n. 141/2010 relativo ai contratti di credito al consumo che ha modificato la disciplina sui prestiti; il decreto legislativo n. 206/2005 che regola il codice del consumo, introducendo novità importanti a tutela del consumatore ed il successivo aggiornamento attuato con il decreto 21/2014; infine, il decreto legge n. 63/2013 sulla prestazione e la certificazione energetica.

Il Decreto legislativo n. 141/2010

Questa norma recepisce la Direttiva 2008/48/Ce relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché le modifiche del titolo VI del testo unico bancario (d.lgs. 385/93) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziari, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Il decreto mira a potenziare il sistema delle tutele nei confronti dei cittadini e disciplina gli aspetti relativi a:

  • Taeg, il tasso effettivo annuo globale (scopri qui tutte le voci che lo compongono) che va incidere maggiormente sul prestito;
  • Informazioni precontrattuali;
  • Contratto;
  • Variazioni dei termini contrattuali;
  • Obblighi in materia di polizze assicurative;
  • Pubblicità;
  • Estinzione anticipata del prestito (per la quale la Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento in netto contrasto con la direttiva europea 2008/48, https://ilsalvagente.it/2021/07/12/126309/);
  • Recesso;
  • Mancato pagamento delle rate;
  • Valutazione del merito creditizio;
  • Contestazioni;
  • Reclami e segnalazioni;
  • Conciliazione ed eventuali inadempimenti dei venditori nel caso dei prestiti finalizzati.

Il decreto si applica a tutti i contratti di credito definiti all’art. 121, come i contratti con cui un finanziatore concede o si impegna a concedere ad un consumatore un credito sotto forma di dilazione di pagamento, di prestito o di altra facilitazione finanziaria.

Decreto legislativo n. 206/2005: codice del consumo

Il codice del consumo riunisce e riordina, in un unico documento, tutte le normative concernenti i processi di acquisto e consumo al fine di assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori e degli utenti. Il decreto, in sintesi, ha introdotto un nuovo ordinamento a tutela del consumatore e nell’art. 2, riconosce e garantisce alcuni diritti inviolabili dei consumatori, come il diritto alla salute, alla sicurezza ed alla qualità di prodotti e servizi; ad un’adeguata pubblicità ed informazione; alla promozione ed allo sviluppo dell’associazionismo.

Una delle più importanti novità introdotta dal codice del consumo, infatti, è stata l’introduzione dell’azione di classe – class action – regolamentata all’art. 140 bis, che prevede la procedura di risarcimento del danno al gruppo di consumatori danneggiati da un medesimo evento. Il codice del consumo è stato aggiornato dal d.lgs. 21/2014 che ha introdotto alcune importanti novità sui diritti dei consumatori: il diritto del consumatore ad avere maggiori informazioni precontrattuali nei contratti a distanza; ampliamento dei termini previsti per il diritto di ripensamento esercitabile entro i 14 giorni; il divieto ad applicare somme aggiuntive per gli acquisti effettuati con il bancomat o con la carta di credito e sulla tariffa telefonica su linee dedicate dai venditori al consumatore.

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Il suddetto decreto, per adeguarsi alle nuove metodologie di vendita telematica, inoltre, ha introdotto maggiori tutele nei confronti dei consumatori in materia di acquisti e-commerce.

Decreto legge n. 63/2013 sulla prestazione e certificazione energetica

Il decreto prestiti personali ha recepito la direttiva europea 2010/31/Ue e aggiornato il decreto legislativo 192/2005, in materia di prestazione e di certificazione energetica degli immobili. Il testo ha introdotto l’obbligo di realizzare, a partire dal 2018, per i nuovi edifici pubblici e dal 2021, per le nuove costruzioni private, fabbricati a impatto zero, promuovendo il miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Inoltre, ha modificato i metodi di calcolo e di applicazione dei requisiti di efficienza minimi degli immobili, che tengano conto del raggiungimento dei livelli di efficienza ottimali in funzione dei costi, come richiesto dalla direttiva dell’Ue.

Il decreto ha anche introdotto l’obbligo della certificazione energetica in caso di vendita e locazione di un immobile e le regole relative alle detrazioni fiscali per tutti gli interventi volti a migliorare l’efficienza energetica.