Prestiti: tutte le voci che definiscono il costo di un finanziamento

Quando si chiede un finanziamento a una banca oppure a un istituto di credito è importante sapere qual è il costo reale della somma ottenuta in prestito. È necessario che l’ente fornisca al richiedente un’informativa con tutte le voci che definiscono il costo del finanziamento. È il TAEG a incidere maggiormente sul prestito; e un indice percentuale che annovera spese di istruttoria, di apertura della pratica e di sottoscrizione di una polizza di protezione del finanziamento.

Quanto costa davvero un finanziamento

Il richiedente, nel momento in cui riceve la risposta della banca, deve focalizzare la sua attenzione sul costo del prestito o del mutuo. Potrà farlo leggendo l’informativa che verrà sottoposta alla sua attenzione. L’indicazione del tasso di interesse non è l’unica importante. Solitamente le informazioni essenziali per avere un’idea precisa di quanto costerà il finanziamento sono contenute in un documento che la banca consegna al richiedente. Si tratta del SECCI, che viene fornito durante la fase precontrattuale.

Cosa sono il TAN e il TAEG e quanto costano

La Banca d’Italia ha una funzione di vigilanza sui tassi di interesse applicati dagli enti finanziatori, affinché siano compatibili con la normativa in vigore. In particolare si assicura che i rendimenti delle finanziarie e di tutti gli organismi che prestano denaro siano inferiori al 25%. Indice oltre il quale si configura il reato di usura.

Il TAN è il tasso di interesse che viene applicato al finanziamento, ossia il rendimento che otterrà la banca dalla somma di denaro prestata al richiedente. TAN è acronimo di tasso annuale nominale ma in realtà viene applicato sulle rate mensili che il cliente versa alla banca in restituzione del debito contratto. Si tratta però solo di una voce parziale e non di quella più indicativa.

Il TAEG è il parametro che racchiude le spese da sostenere quando si chiede un finanziamento, perché include anche quelle accessorie. Dunque all’interno di tale voce di spesa ci sono:

  • i costi relativi all’istruttoria;
  • i costi della pratica: apertura e chiusura del fascicolo;
  • i costi relativi all’incasso della rata mensile;
  • costi assicurativi: alcune finanziarie infatti chiedono di sottoscrivere una polizza come ulteriore garanzia.

Il TAEG contiene al suo interno tutte queste voci e l’indice che esprime il tasso è dato da un valore percentuale. Il TAEG infatti indicizza tutte le voci di spesa che il cliente deve sostenere per portare a buon fine la procedura di finanziamento, trasformandole in un valore percentuale sulla somma erogata.

Le spese di apertura della pratica di finanziamento

Quali sono le voci che aiutano a capire il costo reale del finanziamento? Per scoprire come ottenere il prestito alle condizioni più convenienti su siti come Facile.it e consultando le offerte delle migliori banche occorre conoscere tutte le spese legate all’apertura della pratica.

All’interno del TAEG ci sono le spese di istruttoria, costi accessori sostenuti dall’istituto di credito al momento dell’apertura della pratica. Cosa accade nella fase di istruttoria? La banca esamina gli incartamenti per verificare il reddito del richiedente, la sua eventuale iscrizione nel registro dei cattivi pagatori e dei protestati, dunque si assicura che stia prestando denaro a un cliente solvibile. Queste verifiche hanno un costo che la banca si fa successivamente restituire. Solitamente il rimborso non avviene mensilmente, come nel caso del TAN ma attraverso un pagamento unico, al momento dell’erogazione del finanziamento. Tuttavia alcune banche scelgono di addebitare le spese di istruttoria mensilmente, accorpandole alle rate di rimborso. In generale l’importo di questa voce di spesa è pari all’1% della cifra prestata.

Nelle spese di istruttoria non è compresa, ma è da aggiungere come ulteriore costo a carico del richiedente, l’imposta di bollo da versare allo Stato: per i finanziamenti fino ai 18 mesi è pari a 14.62 euro. In genere l’imposta di bollo viene accorpata alla prima rata. In più ci sono i costi delle comunicazioni che la banca invia al cliente periodicamente. Sono le spese relative all’estratto conto e che la legge obbliga l’ente finanziatore a inviare periodicamente al cliente. Anche i costi di addebito tramite RID o quelli di pagamento delle rate tramite bollettino postate sono a carico di chi ha chiesto il prestito.

Costi della polizza sul finanziamento

A volte le banche, per concedere un finanziamento, chiedono al cliente di sottoscrivere una polizza. Si tratta di un contratto assicurativo che protegge, per esempio, il mutuo di acquisto di un immobile. Nel caso in cui il cliente della banca non sia in grado di pagare le rate del mutuo, la compagnia assicurativa interviene per un determinato periodo di tempo, in attesa che il cliente sia di nuovo in grado di pagare il debito. I costi della polizza variano dal 2% al 10% dell’importo finanziato. Dunque possono incidere in misura considerevole sul TAEG e quindi sul costo reale del prestito. Ovviamente se la sottoscrizione della polizza non è obbligatoria, ossia non viene indicata dalla banca come condizione imprescindibile all’erogazione del prestito, il cliente sarà libero di non sottoscriverla.

Spesi di estinzione del finanziamento

Può capitare che nel momento in cui si richiede un mutuo o qualunque altro tipo di finanziamento il cliente della banca non abbia liquidità. Dunque si rivolge all’ente finanziatore e stabilisce un piano di rimborso del debito contratto. Un mutuo su un appartamento ha un costo non indifferente; nel corso del tempo il soggetto potrebbe entrare in possesso di una somma cospicua di denaro e avere desiderio di estinguere il mutuo. Questa operazione, che porterà in ogni caso un risparmio al cliente, ha però un costo. Oltre alla cifra ancora dovuta alla banca, per la restituzione del capitale prestato, il cliente dovrà rimborsare gli interessi nel frattempo maturati sulla somma residua. In più le banche stabiliscono una penale di estinzione del finanziamento che la normativa in materia stabilisce essere non superiore all’1% del capitale. Ovviamente l’estinzione del mutuo è molto più frequente all’inizio del finanziamento, quando le rate di rimborso sono più alte. In ogni caso la penale non è compresa nel TAEG.