Anguille alla diossina nel lago di Garda, partono i controlli in tre regioni

anguilla anguille

Nel 2011 un controllo a campione trovo un’alta concentrazione di Pcb e altre diossine nelle anguille locali, portando a un divieto di pesca e consumo. Adesso Veneto, Lombardia e Trentino tornano a verificare la situazione

 

Ricominciare a pescare e mangiare le anguille del lago di Garda, o no. Il verdetto spetterà agli esiti di nuove analisi di laboratorio commissionate su richiesta del ministero della Salute, a ben undici anni di distanza dal divieto che nel 2011, dopo un controllo a campione sul pesce destinato alla vendita e pescato nel Garda aveva rivelato la contaminazione di alcuni esemplari con Pcb e altri inquinanti assimilabili alle diossine.

I controlli andati male

Uno stop che aveva colpito i pescatori del lago e che era stato fatto digerire tramite l’impegno a verifiche periodiche per misurare eventuali miglioramenti. Solo che nel 2013, come riporta il Corriere del Veneto, i risultati dell’analisi a campione erano stati sostanzialmente sovrapponibili a quelli di due anni prima, comportando il prolungamento di due anni del divieto. Neanche il tentativo, nel 2016, di differenziare i campioni tra pesci più grandi e più piccoli, alla ricerca di differenza aveva prodotto risultati positivi: su 90 anguille analizzate, 18 erano risultate contaminate e senza differenze apprezzabili tra la taglia minima commerciabile (50 centimetri) e le più grandi catturate, oltre gli 80 centimetri. Quell’ennesimo rinnovo del divieto ci ha portati ad oggi.

La richiesta del ministero a Veneto, Lombardia e Trentino

Ora il Ministero ha invitato le regioni Veneto e Lombardia e la provincia di Trento a tentare una nuova verifica, che secondo il Corriere è già in corso. In laboratorio finiranno 90 anguille, 30 per classe di dimensione (da 50 a 65, da 65 a 80 e oltre gli 80 centimetri), da catturare nei mesi invernali e primaverili. L’analisi riguarderà solo anguille adulte che si apprestano a lasciare il lago dove sono cresciuti per arrivare con un lungo viaggio fino al Mar dei Sargassi, in pieno oceano Atlantico. I pescatori del lago di Garda incrociano le dita: se l’esito anche questa volta dovesse essere scoraggiante, la prossima verifica non si farà prima di 10 anni.

Perché proprio le anguille

Il perché della presenza così alta di Pcb solo nelle anguille è probabilmente dovuto alla loro longevità e al fatto che mangiano soprattutto altri pesci. Essendo pesci grassi, poi, tendono ad accumulare gli inquinanti appunto nella parte grassa. Purtroppo il lago di Garda ha un tempo di ricambio d’acqua molto lento, addirittura è stimato che ci voglia un secolo per una sostituzione completa dei liquidi nell’invaso.

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