Olio, i produttori non vogliono i test neanche quando li concordano

OLIO TEST PRODUTTORI

Neanche quando i test sono concordati, i produttori di olio se la sentono di far analizzare i loro extravergine. Assitol, l’associazione di categoria che con Federolio divide la rappresentanza del settore, ha declinato formalmente la proposta di Konsumer Italia di un “piano di azione” condiviso per analizzare campioni di olio dei loro associati. Il motivo? Lo spiega in una mail inviata all’associazione dal direttore generale di Assitol Andrea Carrassi: “Il momento non è dei più idonei per portare avanti l’iniziativa da voi proposta e ipotizzata”.

Fabrizio Premuti, presidente Konsumer Italia, è molto netto: “Da circa un anno avevamo avviato un dialogo con Assitol per realizzare un test concordato sugli oli delle aziende associate che avessero voluto aderire all’iniziativa. Avevamo proposto un modus operandi per i campionamenti, la conservazione, il trasporto dei campioni e individuato nel Laboratorio chimico di Roma dell’Agenzia delle Dogane la struttura dove sottoporre ad analisi chimica e organolettica i campioni. In parole povere: loro rischiavano solo di vincere. Se – dopo un annetto di contatti e di manifestazioni di interesse – ora rifiutano un’azione di trasparenza mi viene da pensare che o si vuol nascondere qualcosa oppure non sono sicuri dei risultati che i loro oli raggiungerebbero”.

La proposta di Konsumer Italia – legittima ma che il Salvagente non ha mai condiviso, anzi ha sempre criticato, perché troppo esposta a conflitti di interesse e carente sul lato della terzietà – prevedeva una procedura blindatissima per le aziende: il prelievo del campione in stabilimento (e non sugli scaffali dei supermercati) sarebbe avvenuto alla presenza di un funzionario di Assitol e a un responsabile aziendale del sito indicato; sarebbe stato prelevato, anonimizzato, conservato in un luogo idoneo il più breve tempo possibile e consegnato al laboratorio delle Dogane. “Il tutto sarebbe stato filmato e svolto alla presenza di un pubblico ufficiale”, precisa Premuti.

Niente: nonostante giocassero in casa, i produttori non vogliono saperne di aprire le porte ai consumatori comunicando i risultati dei loro panel test, pur concordati.

“Noi andremo avanti – conclude Premuti – e come sempre abbiamo detto se non fosse stata condivisa con i produttori, questa azione di trasparenza l’avremmo portata avanti da soli: con un pubblico ufficiale faremo campionamenti presso i supermercati e analizzeremo gli oli extravergine per i consumatori”.

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