L’inghippo della sim gratuita di Wind che si rivela molto salata

Caro Salvagente, vorrei raccontarvi la follia, a mio avviso al limite dell’illecito, dei numeri mobili attivati con la adsl. A me è successo con Wind. Ovvero voi attivate un abbonamento adsl, Wind carinamente vi regala una sim di dati a costo zero. Peccato che si scoprirà quando cambierete operatore adsl che la sim non era a costo zero, ma a una tariffa altissima (mio caso 30 euro per mese solo per 50gb) e che però il canone era scontato a zero finché avevate la adsl. Voi avete cambiato operatore e vi siete dimenticati di quella sim. Ve ne ricorderete alla prima bolletta da 30 euro mese! Manderete la pec per disdire ma ovviamente la disdetta richiede 30 giorni, quindi ci arriveranno altre una o due bollette. Ed ecco la che avrete pagato 60/90 euro extra per aver cambiato operatore adsl/fibra. Io lo trovo scandaloso. Sarebbe utile approndire la questione lato vostro o almeno avvisare i lettori

Lettera firmata

 

Caro lettore, l’argomento è molto interessante, soprattutto perché nonostante le numerose segnalazioni sulle anomalie nella vendita di prodotti “spacciati” come gratuiti, ma che in realtà iniziano a produrre costi al variare di alcune condizioni, ci si è guardati bene dal modificare l’approccio:  tutto continua come nulla fosse e nessun correttivo è stato apportato.

Abbiamo chiesto un commento a Valentina Masciari, responsabile utenze di Konsumer Italia. Ecco cosa ci ha detto.

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Il meccanismo è esattamente quello descritto dal lettore: nel momento in cui si sottoscrive un contratto di rete fissa, viene inserita una sim, proposta come gratuita, omettendo però di comunicare che se si cessa il contratto prima della scadenza, la sim non è più gratuita ma inizierà a generare un costo di circa 30 euro.

Il cliente, che in alcuni casi non ha neanche la disponibilità della sim, non si preoccupa di cessarla alla chiusura del contratto di rete fissa, solo perché pensa che non comporterà alcuna conseguenza economica. Chiaramente, si rende conto della reale situazione, nel momento in cui riceve la prima fattura.

Non solo, dal momento della contestazione a quello della cessazione del servizio, almeno due /tre fatture vengono pagate, soprattutto se c’è attivo un addebito in conto.

Suggerisco al lettore ciò che in genere consiglio di fare in questi casi: contestare le fatture emesse per la sola sim, in quanto trattasi di vendita non corretta, perché il cliente non è stato mai messo a conoscenza di questo meccanismo e quindi non ha potuto consapevolmente decidere se valeva la pena accettare una sim con quelle condizioni contrattuali.

Credo che non si possa sostenere che sia un caso isolato, vista la numerica esistente, quindi è chiaro che si tratta di una metodologia che va rivista, se non eliminata.

Segnalare ogni volta che ci trova in queste situazioni è l’unico modo per far venire fuori questi meccanismi poco chiari. Ricordiamoci comunque che nessun gestore ci darà qualcosa senza un corrispettivo, quindi niente è gratis e se questa proposizione viene avanzata, controlliamo perché c’è per certo, qualche “inghippo” nascosto…