Ryanair, quando rimborserai i voucher non utilizzati?

RYANAIR VOUCHER

Caro Salvagente, a febbraio 2020 avevo prenotato due voli, A/R Brindisi – Roma per due ; annullati dalla compagnia causa Covid. Alla loro richiesta di altro viaggio o rimborso, scelsi la seconda opzione. Siamo prossimi quasi ai due anni e del rimborso a tutt’oggi non c’é traccia. Mi rivolgo quindi a voi per la soluzione, tenuto conto che ho seguito la procedura da loro indicata per il rimborso e che, ai ripetuti solleciti, rispondevano di non insistere con la reimpostazione della procedura, dato che la pratica era stata presa in carico .

Pietro Schena

Caro Pietro, ci risiamo! Ancora una volta le compagnie, adesso é il turno di Ryanair, fanno a gara per negare ai consumatori i loro legittimi diritti.

Le compagnie in piena pandemia hanno invocato ed ottenuto una legge che consentisse loro di non rimborsare in denaro ma in voucher ai passeggeri il prezzo dei biglietti dei voli cancellati ed adesso che é arrivato il tempo di pagare ignorano quella stessa normativa da loro voluta.

La materia é disciplinata, senza ombra di dubbi interpretativi, dal comma 12 bis dell’art 88 bis della legge n. 27/20 di conversione del decreto legge n.18/20, ed introdotto dalla legge  del 17.7.2020 n.77.

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In virtù di tale norma se il voucher non è stato utilizzato il passeggero, trascorsi 12 mesi, può chiedere il rimborso in denaro del prezzo pagato, che deve essere corrisposto, come previsto, entro 14 giorni dalla richiesta.

Il diniego della compagnia é quindi del tutto illegittimo anzi, bontà sua, risponde infastidita al passeggero invitandolo a non insistere. A questo punto le consiglierei  di inviare un’ultima diffida al pagamento e, in caso di ulteriore mancato pagamento, procedere senza remore ad intraprendere una causa innanzi al Giudice di Pace.

Ferma restando anche una possibile segnalazione all’Antitrust perché risulta di tutta evidenza che siamo di fronte ad una pratica commerciale scorretta. Tutti noi ricordiamo la solerzia e la tassatività con la quale le compagnie aeree richiamavano nelle loro risposte la normativa in vigore che in quel momento consentiva l’emissione dei voucher, ed adesso invece sono state colpite da una inspiegabile smemoratezza. Evidentemente torna sempre il loro atavico atteggiamento a considerare i passeggeri carne da macello.