Anche la pesca intensiva distrugge il nostro ecosistema

PESCA INTENSIVA

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Un sistema alimentare basato su metodi di produzione intensivi e scarsi livelli di benessere animale comporta un inevitabile indebolimento del sistema immunitario degli animali. Questo implica una maggiore diffusione di malattie e un elevato utilizzo di antibiotici. È la teoria che l’Acquatic Life Institute spiega nel suo ultimo report “I vantaggi del benessere degli animali acquatici per la sostenibilità” nel quale evidenzia l’interconnessione tra il miglioramento del benessere degli animali acquatici e lo sviluppo sostenibile.

Secondo i ricercatori, si tratta di un circolo vizioso che grava sull’ambiente e l’ecosistema, oltre a compromettere l’uso efficiente delle risorse e la produttività – l’esatto opposto di un modello di sostenibilità.

Dieci priorità

Il report individua dieci ambiti prioritari nei quali il benessere degli animali acquatici procede di pari passo con gli obiettivi ambientali e di sostenibilità. In questo anno cruciale, nel quale hanno avuto luogo il primo Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari (UN Food Systems Summit) e lo sviluppo delle nuove linee guida FAO per l’acquacoltura sostenibile, il rapporto coglie l’opportunità per sottolineare che il benessere degli animali acquatici è un elemento fondamentale per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs). Inoltre, grazie al supporto delle organizzazioni per la conservazione degli oceani e il benessere animale appartenenti alle coalizioni dell’ALI, tra cui le organizzazioni italiane Essere Animali e Compassion in World Farming (CiWF), il report esprime una visione comune e chiede a voce unificata una maggiore attenzione al benessere degli animali acquatici a livello globale.

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Occorre un cambiamento urgente

“Il nostro approccio allo sviluppo sostenibile necessita di un cambiamento urgente. Dobbiamo iniziare ad attribuire agli organismi acquatici la stessa importanza di quella che riserviamo agli animali terrestri. Inoltre, dobbiamo cominciare a prendere in seria considerazione il benessere degli animali acquatici, se vogliamo che l’acquacoltura, la pesca e il nostro sistema alimentare raggiungano traguardi significativi di sostenibilità”, aggiunge Christine Xu, Responsabile delle Iniziative Strategiche presso l’Aquatic Life Institute..

Poiché la domanda di prodotti ittici è destinata ad aumentare nei prossimi anni, è inevitabile che pesca eccessiva, cambiamento climatico e metodi di produzione non sostenibili affliggeranno ancora di più i nostri fragili ecosistemi, danneggiando soprattutto le persone e gli animali che dipendono maggiormente da essi.

L’Aquatic Life Institute ha presentato il report al Comitato sulla Pesca della FAO, per favorire il dialogo e promuovere una maggiore considerazione di queste tematiche prioritarie proprio in occasione del processo di revisione delle Linee Guida per l’Acquacoltura Sostenibile, che influiranno notevolmente sullo sviluppo globale del settore nei prossimi decenni.

“Il nostro obiettivo è dimostrare che il benessere animale è intrinsecamente legato a questioni etiche, ambientali e sociali, e di conseguenza dovrebbe essere parte integrante delle politiche di sviluppo sostenibile”, sostiene William Bench, Fondatore dell’ALI.

“Le raccomandazioni che presentiamo offrono un solido quadro di riferimento per realizzare interventi a favore del benessere animale, i quali siano in grado di garantire agli animali acquatici una vita degna di essere vissuta e, in un contesto di sviluppo globale, di fornire delle misure di adattamento per l’acquacoltura e la pesca, al fine di assicurare uno sviluppo umano e sostenibile”, conclude Bench.