Macellazione domestica, Animalisti: una deregulation che spaventa

MACELLAZIONE

“Non vi sono motivazioni valide per consentire ancora oggi la macellazione senza stordimento per conigli, galline e altri volatili da cortile. La scienza ha infatti da tempo dimostrato che queste specie soffrono il dolore come le altre”. Essere Animali, Animal Law e Lav hanno raccolto in una lettera indirizzata alle regioni e al ministero della Salute le loro preoccupazioni circa lo scenario aperto dall’approvazione del decreto legislativo n. 27/2021, il quale all’art. 16 attribuisce alle Regioni la facoltà di disciplinare la macellazione domestica per autoconsumo, abrogando le disposizioni in materia già contenute nel Regolamento per la vigilanza sanitaria delle carni.

A rischio il benessere animale

Un’approvazione che lascia senza parole, a sentire le associazioni, almeno sotto tre punti di vista. Il primo è quello relativo proprio al benessere animale. Da un lato il decreto legislativo consente la macellazione per autoconsumo al di fuori di stabilimenti registrati o riconosciuti (i macelli) dall’altro prescrive che i privati devono comunicare all’autorità competente data e luogo di macellazione. Il dubbio è: chi sarà a controllare che gli animali vengano uccisi senza sofferenze? “È necessario ricordare, inoltre, che gli animali sono riconosciuti come esseri senzienti in virtù dell’art. 13 del Trattato di Lisbona: costituirebbe quindi un primo fondamentale traguardo di civiltà giuridica imporre il preventivo stordimento anche nelle ipotesi di macellazioni per autoconsumo” scrivono le associazioni.

…e anche le regole sanitarie

In secondo luogo – continuano – non bisogna sottovalutare gli aspetti igienico-sanitari, il Regolamento n. 853/2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale, prevede una deroga per la produzione primaria per uso domestico privato e per la preparazione, la manipolazione e la conservazione domestica di alimenti destinati al consumo domestico privato.

In assenza di obblighi puntuali derivanti dalle normative comunitarie, sarebbe opportuno che le Regioni – concludono le associazioni  – per quanto di propria competenza, introducessero delle prescrizioni minime in grado di garantire una adeguata verifica sanitaria anche nelle macellazioni per autoconsumo.