Adulterazioni alimentari, Pacileo: “La depenalizzazione è un gesto incomprensibile”

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L’auspicio è sempre quello che il governo possa fare marcia indietro e abrogare la depenalizzazione dei reati alimentari contenuta nel decreto legislativo 27/2021 che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 26 aprile. Lo chiedono a gran voce i magistrati che finora si sono occupati di questi reati, già difficilmente perseguibili. Questa mattina dalle pagine di questo giornale abbiamo rilanciato l’appello di Raffaele Guariniello, dello stesso tono quello di Vincenzo Pacileo, magistrato del gruppo specializzato “Tutela degli ambienti di lavoro, dei consumatori e dei malati” della Procura di Torino, da anni in prima linea contro questa tipologia di illeciti.

“Il decreto in maniera del tutto inopinata e sorprendente cancella una serie di reati – spiega il pubblico ministero – abrogare questa legge é incomprensibile ma non credo sia una svista, evidentemente ci sono degli interessi dietro una scelta simile”.

In sostanza, non sarà più possibile perseguire dal punto di vista penale chi conserva i cibi in condizioni igienico-sanitarie carenti, chi aggiunge additivi o coloranti agli alimenti, chi vende carni contaminate, ecc.. “Non c’é stata alcuna depenalizzazione – aggiunge Pacileo – in quel caso permane comunque l’illecito. Qui la normativa non é sostituita, é abrogata e crea un vuoto normativo. É difficile trovare illeciti amministrativi sostitutivi nel ginepraio della normativa sugli alimenti”.

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Viene quindi a mancare “la tutela anticipata sul settore alimentare, ora i controlli dei Nas non saranno piú sanzionabili dal punto di vista penale”. Il magistrato ha quindi ricordato che nel distretto torinese “almeno il 70% dei reati alimentari rientra in questa fattispecie” e che “negli ultimi due-tre anni sono aumentati del 30-40% all’anno”.